Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:38
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

No, i mafiosi non vanno trattati come “animali” come dice Di Maio

Immagine di copertina
Luigi Di Maio, capo politico del M5S e ministro degli Esteri. Credit: Facebook

L'ergastolo ostativo viola i diritti umani: è ora che lo dica anche la politica. Il commento di Lorenzo Tosa

Ergastolo ostativo | No, i mafiosi non vanno trattati come “animali” come dice Di Maio

Da una parte la civiltà che faticosamente abbiamo costruito negli ultimi 150 anni. Dall’altra il furore giustizialista che nell’ultimo decennio abbiamo accarezzato, agitato, sdoganato. Due mondi. Due visioni contrapposte che, mai come oggi, sono destinate a spaccarsi attorno all’ergastolo ostativo, ovvero una forma estrema di detenzione a vita che non prevede sconti di pena, né alcun genere di premialità e permessi. Il famigerato “Fine pena mai”, per intenderci.

Inserita nel nostro ordinamento con la legge 356 del 1992, si tratta di una misura eccezionale concepita nel pieno della stagione delle stragi per scoraggiare i detenuti accusati di mafia che rifiutavano di collaborare con la giustizia. Secondo molti, tra cui il pm Nino Di Matteo e il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, l’ergastolo ostativo, associato al carcere duro previsto dal 41 bis, si è rivelato uno strumento decisivo nella lotta alla mafia. Con un solo piccolo (trascurabile, di questi tempi) dettaglio: l’ergastolo ostativo viola i più elementari diritti umani della persona. E non lo diciamo noi, ma due diverse sentenze emesse nel giro di quindici giorni.

Il 9 ottobre scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha chiesto ufficialmente all’Italia di rivedere le proprie norme in materia poiché in palese violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani, la quale vieta espressamente “trattamenti e punizioni inumane e degradanti”.

Dello stesso segno un’altra, storica, sentenza con cui ieri, mercoledì 23 ottobre, la Consulta ha dichiarato incostituzionale l’ergastolo ostativo. Logica conseguenza dell’applicazione della Costituzione italiana, che all’articolo 27, comma 3, recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Si rassegnino i teorici della ragione superiore, i razzisti giudiziari secondo cui esistono detenuti di serie A e detenuti di serie B, se ne facciano una ragione i garantisti a targhe alterne, i costituzionalisti della domenica: non c’è nessun passaggio o codicillo che escluda i mafiosi dal resto dell’umanità, che li retroceda ad “animali”, a bestie, come vorrebbe il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

In particolare, il passaggio chiave è contenuto nel finale dell’articolo 27 e fa riferimento allo scopo ultimo e lo spirito più alto di ogni forma di reclusione: la rieducazione del detenuto. Esclusa non solo dall’ergastolo ostativo ma anche dall’ergastolo semplice, che nega formalmente (anche se non materialmente, al netto di premi e permessi) qualsiasi percorso di riscatto, ravvedimento e reinserimento della persona all’interno della società.

Se dal punto di vista strettamente giuridico la questione è chiusa, restano da sciogliere tutti i nodi legati all’effettivo, e innegabile, ruolo decisivo che l’ergastolo ostativo ha avuto negli ultimi 25 anni nella lotta e nel contrasto alla mafia e alla criminalità organizzata. Ed è qui che entra in gioco la politica, chiamata ad abbandonare un approccio ideologico per trovare un punto di caduta in grado di contemperare la lotta alle mafie e la tutela dei più elementari principi di rispetto dell’essere umano, attorno a cui abbiamo eretto una società civile, illuminista e progressista.

È facile? No, per nulla. Ma è questo che fa la politica, quella alta: non strizza l’occhio agli istinti più bassi dell’opinione pubblica, lasciandosi trascinare dalla corrente. Non contesta le sentenze, le applica. E lavora per costruire un’alternativa che riunisca le esigenze della giustizia con i cardini del diritto. Senza slogan, né facile demagogia. Non porterà voti o consensi, ma si corre il rischio di fare finalmente qualcosa di buono per questo Paese.

Leggi anche:
La Consulta: “L’ergastolo ostativo è incostituzionale
Ergastolo duro per i mafiosi, la Corte dei diritti umani di Strasburgo respinge il ricorso dell’Italia
Ergastolo ostativo: la bocciatura di Strasburgo ci dice che è arrivata l’ora di un’Antimafia europea (di G. Cavalli)
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Crans Montana, arrestato il titolare del Constallation
Cronaca / Famiglia nel bosco, parla il padre: “I miei figli distrutti dall’ansia, sono diventati litigiosi”
Cronaca / Famiglia nel bosco, le educatrici contro mamma Catherine: “Diffidente e infastidita, non vuole farci insegnare ai figli”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Crans Montana, arrestato il titolare del Constallation
Cronaca / Famiglia nel bosco, parla il padre: “I miei figli distrutti dall’ansia, sono diventati litigiosi”
Cronaca / Famiglia nel bosco, le educatrici contro mamma Catherine: “Diffidente e infastidita, non vuole farci insegnare ai figli”
Cronaca / Il racconto di un 17enne che ha assistito alla strage di Capodanno: “Ho visto ragazzi con la pelle a brandelli”
Cronaca / Acca Larentia, aggrediti quattro militanti di Gioventù Nazionale. La Russa: “Inammissibile”
Cronaca / Alfonso Signorini va in Procura: “Non ho commesso alcuna violenza”
Cronaca / RFI (Gruppo FS): operativo su tutta la rete ferroviaria il piano neve e gelo
Cronaca / Picchia il figlio di 10 anni con un mestolo di legno, il video diventa virale: fermato un 59enne
Cronaca / Famiglia nel bosco, tensione tra Nathan e Catherine: "Litigano spesso"
Cronaca / Identificata la ragazza trovata morta a Milano, si era allontanata da casa a novembre