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La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia non fa affatto ridere

Quando la satira se la prende con Dio. Il commento di Federico Musardo di Culturificio su TPI

Di TPI
Pubblicato il 2 Set. 2016 alle 12:51
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Immagine di copertina

Se la satira colpisce una dimensione estranea al dominio dell’essere umano – come potrebbe essere Dio, per chi ci crede, o la natura – allora diventa sterile.

Chi giustifica queste vignette pensando che si riferiscano all’inefficacia antisismica degli edifici crollati in seguito al terremoto dello scorso 24 agosto, evidentemente, non conosce il significato della vignetta satirica. A chi sarebbe rivolta?

Perché, un “sisma all’italiana”? Esiste un legame così umano tra la popolazione del nostro paese e le zone a forte rischio sismico?

QUI LA VIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SULLE VITTIME DEL TERREMOTO IN ITALIA 

Quando alla redazione del giornale avvenne il tragico attentato, ognuno di noi si strinse attorno al dolore per le perdite, indipendentemente dalla propria tradizione culturale, proprio perché il sentimento di umanità valica tali confini e coinvolge gli uomini a prescindere dalla loro appartenenza a un determinato ambiente sociale, o religioso.

L’umanità trascende i confini, dall’Inghilterra della regina al fondatore di Facebook. A Parigi furono uccise dodici persone a causa di un estremismo disumano e il mondo si abbracciò per reagire all’insensatezza di questa azione.

Quasi trecento persone sono morte a causa del terremoto. Il vignettista di Charlie Hebdo non soffre. Preferisce divertirsi, paragonando il sangue al sugo di pomodoro, o un mucchio di cadaveri alle italianissime lasagne.

Osservando le “séisme à l’italienne”, Dio, o la natura, si offenderanno? No, saranno gli italiani a dispiacersi.

* Di Federico Musardo di Culturificio per TPI 

QUI LA VIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SULLE VITTIME DEL TERREMOTO IN ITALIA 

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