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Il Vigile del Fuoco che da due giorni occupa il Viminale: “Dormo e vivo qui fin quando non ci ascoltano”

Costantino Saporito si è barricato nel ministero dell'Interno per protestare contro la mancata convocazione dell'Unione sindacale di Base (Usb) al tavolo di trattativa per il nuovo contratto

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Mar. 2019 alle 16:23 Aggiornato il 20 Mar. 2019 alle 16:25
Immagine di copertina

“Sono qui e non andrò via, costi quel che costi, ma resterò fino a quando non verrà steso un contratto decente per la nostra categoria”.

Raggiungiamo telefonicamente Costantino Saporito che ci risponde direttamente dalla sede del ministero dell’Interno. È lì che il portavoce del sindacato Usb dei Vigili del Fuoco si è barricato per protestare contro la mancata convocazione dell’Unione sindacale di Base (Usb) al tavolo di trattattiva per il nuovo contratto.

L’uomo ha infatti occupato il Viminale ritrovandosi denunciato, seduto in mezzo a poliziotti per ore e deciso a restare lì ad oltranza facendo lo sciopero della fame a rotazione con altri colleghi.

“Cinque giorni fa abbiamo fatto la nostra prima “irruzione” al Viminale per una riunione che c’era stata al dipartimento, poi saltata, e era tutto finito nel dimenticatoio”, spiega a TPI.

Per cosa sta protestando?

La legge di bilancio parla chiaro e dice che dall’inizio di questo mese parte la riapertura dei contratti, tra cui quello dei Vigili del Fuoco. A febbraio è stato stilato un contratto che possiamo definire “monco” , c’è solo un contratto di tipo economico ma non abbiamo diritti. Parliamo di pochi soldini. Per fare un esempio non abbiamo l’Inail, non abbiamo un’assicurazione infortunistica. Non abbiamo una previdenza degna di questo nome.

Il Governo non sta facendo nulla. Da ieri siamo venuti qui al Viminale, come prima delegazione, per portare avanti uno sciopero della fame.

Sono in qualche modo agli arresti.

È agli arresti, cosa significa?

In qualche modo lo sono. Dal momento che questo è il Viminale,  è facile immaginare cosa può accadere a chi può esprimere dissenso all’interno di questo palazzo – senza contare che la 146 e l’83 del 2000 sono due leggi che limitano il diritto di sciopero. Se fai qualcosa che va fuori dai loro canoni, vieni segnalato e denunciato.

Le è stato notificato qualcosa?

Aspettano che esca da qui. Appena metterò piede fuori dal tornello del Viminale ci sarà tutto l’incartamento. Fin quando sono qui dentro non succede nulla. Veniamo segnalati in continuazione mentre protestiamo per i nostri diritti.

In passato lei ha denunciato il vicepremier Salvini per uso improprio delle divise, protesta anche per quello?

Protesto per tutto. Per me il ministro può anche indossarle, ma che le onori veramente. Che onori le promesse che ha fatto sul contratto di governo e sulla legge di bilancio. Perché non lo fa?

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Quali sono i piani adesso?

Semplici: io da qui non mi sposto, non ho intenzione di mangiare fin quando non ci riapriranno il contratto. Siamo determinati.

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È solo?

Siamo in due attualmente, ma stiamo organizzando per fare una manifestazione fuori. Io però da qui non mi muovo.

Come si è organizzato?

Dormo seduto a terra davanti la porta della sala riunione. In bagno vado qui, per il resto non ho bisogno di niente, anche perché non sto mangiando. È una questione mentale, di abitudine, sono nato orfano, con il digiuno ci sono nato.

Chi passa nei corridoi le dice qualcosa?

Qui sono tutti presenti. Ho 8 poliziotti di sopra. C’è anche la Digos. La notte ho la polizia accanto a me. Stanno qui in continuazione. Credono di prendermi per stanchezza, ma non hanno capito nulla. Faccio il pompiere, la resistenza ce l’ho.