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La vera storia della ceretta brasiliana

Se pensate che la ceretta intima integrale sia nata in Brasile, patria del bikini, vi sbagliate: la brasiliana è nata a New York

Di Paola Lepori
Pubblicato il 2 Gen. 2017 alle 14:25
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Immagine di copertina

Ricordo una conversazione su una spiaggia balinese. All’epoca studiavo in Australia e per le vacanze di metà semestre io e due amiche, una canadese e un’inglese conosciute un paio di mesi prima all’università di Adelaide, avevamo deciso di volare a Bali per qualche giorno di relax e frutta esotica. 

In qualche modo le chiacchiere in riva al mare erano arrivate a toccare l’annoso problema dei peli pubici. Non è un caso, la stagione balneare e la prova costume hanno molto a che fare con la depilazione.

Io e la ragazza canadese discutevamo senza ombra di imbarazzo della ceretta intima, decantando la “brasiliana”, ovvero la rimozione di tutti i peli pubici tranne, eventualmente, di quelli frontali da accorciare e acconciare a piacere (a triangolo o striscia, più comunemente), mentre la ragazza inglese sembrava non avere idea di cosa stessimo parlando.

In verità, io stessa avevo scoperto la brasiliana non molto tempo prima, quando avevo incontrato l’estetista della mia vita (n.b. quella dell’estetista è una scelta importante e finché non trovi quella che fa per te, non fermarti! Da qualche parte esiste l’estetista dei tuoi sogni!).

L’estetista in questione si trova in un quartiere di Roma dove non puoi capitare per caso, un quartiere orrendo – devo essere onesta -, ma anche il quartiere dove si trova l’azienda per cui lavoravo e perciò l’estetista dove capitai per caso era perfetta per occuparsi della mia ceretta durante le mie lunghe pause pranzo.

Mi ci sono trovata talmente bene che ci vado ancora adesso che non lavoro più in zona, affrontando incurante i 23 chilometri di raccordo anulare che ci separano.

Ad ogni modo, la prima volta che ci sono andata, quella che sarebbe diventata l’estetista della mia vita, senza nemmeno chiedere, mi sottopose alla ceretta brasiliana. Non protestai. 

Scoprii immediatamente la straordinaria sensazione di ordine e pulizia che accompagnava la dolorosa ceretta e da allora sono una sua sostenitrice.

— LEGGI ANCHE: 11 buoni motivi per non fare la ceretta intima

Ma perché si chiama brasiliana?

Ho sempre immaginato che essendo il Brasile la patria del bikini la paternità, o meglio, la maternità della ceretta integrale non potesse essere più scontata.

A quanto pare, però, la brasiliana non è nata in Brasile, ma a New York.

È quello che ho scoperto leggendo un articolo della britannica Bbc che racconta la vera storia della ceretta intima integrale.

In effetti, questa storia comincia in Brasile, in una famiglia molto numerosa in cui sette sorelle in un momento di difficoltà economica del padre cominciano a offrire trattamenti di bellezza alle vicine di casa.

Le ragazze aprono nella loro città ben tre saloni, poi una di loro, Jocely, decide di partire per un viaggio a New York. Era il 1982.

Solo che la grande metropoli statunitense è cara, talmente cara che Jocely finisce i soldi nel giro di qualche giorno e decide quindi di trovarsi un lavoretto.

Il lavoretto diventa permanente e Jocely guadagna bene, tanto che una dopo l’altra le sue sorelle la raggiungono.

Nel 1987 le sorelle J, chiamate così perché tutte e sette hanno un nome che comincia appunto con la j, aprono il loro salone.

Sarà un successo, diventerà conosciuto in tutto il mondo, e sarà anche il primo a offrire la ceretta intima integrale.

Ma facciamo un passo indietro. 

Come è venuto in mente alle sorelle J di proporre alle loro clienti newyorkesi della fine degli anni Ottanta una soluzione estetica tanto estrema?

L’invenzione della brasiliana si deve alla sorella chiamata Janea che un giorno di fine anni Settanta, sdraiata su una spiaggia di Bahia, fu colpita e quasi atterrita dalla folta peluria che spuntava prepotente dallo striminzito bikini di una bagnante.

Una volta sperimentato su se stessa che si poteva cerettare la delicata zona pubica senza conseguenze ed eliminare quello che considerava un grave inestetismo, Janea decise di condividere la sua scoperta con le sorelle, con le vicine, con le colleghe e, una volta a New York, con la selezionata clientela del loro salone di Manhattan.

Se all’epoca la brasiliana rappresentava una novità – e senza dubbio in molte avranno fatto, inorridite, resistenza – oggi più della metà delle cittadine statunitensi si sottopone alla ceretta integrale. Secondo una ricerca della rivista scientifica Jama Dermatology, infatti, l’84 per cento delle donne americane fanno qualcosa per acconciare i peli pubici e il 62 per cento di loro hanno adottato lo stile lanciato dalle sorelle J.

Due note a margine: la prima è che le donne più giovani sono più inclini a “tenere in ordine” i peli pubici rispetto a quelle sopra i quarant’anni; la seconda è che il successo della brasiliana è stato messo in relazione anche con la diffusione della pornografia e l’immagine completamente priva di peli dell’universo femminile che questa propone.

Nota conclusiva: la depilazione intima, ma anche la depilazione in generale, è una questione strettamente personale. Nessuna e nessuno dovrebbe sentirsi costretto a rimuovere la propria peluria, ovunque essa sia collocata, solo perché i canoni estetici suggeriscono così.

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