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Vaccini, le scorte sono finite: molti anziani rimasti senza. È allerta

Di TPI
Pubblicato il 14 Dic. 2018 alle 12:59 Aggiornato il 14 Dic. 2018 alle 13:04
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Immagine di copertina
Getty Images

Sono finite le scorte dei vaccini. E molti anziani sono rimasti senza. Per questo diverse Asl italiane hanno dichiarato lo stato di “allerta”.

Da quanto si apprende sono state sbagliate le previsioni, che si basano sulle percentuali della scorsa stagione quando migliaia di dosi avanzarono. Così, per evitare polemiche sullo “spreco di risorse economiche”, quest’anno gli ordini sono diminuiti.

Ma la produenza delle Asl nell’ordinare i quantitativi sono stati troppo prudenti. Il risultato è che i medici di famiglia stanno rimandando indietro i pazienti che avrebbero diritto alla immunizzazione gratuita.

Anche in farmacia trovare i vaccini è difficile, specie quelle del vaccino quadrivalente, efficace contro quattro ceppi di virus (due di tipo A e due di tipo B) anziché tre.

Il problema è che il picco di influenza deve ancora arrivare: la stagione sta infatti seguendo lo stesso trend dello scorso anno e probabilmente l’apice infuenzale si verificherà intorno a Capodanno.

In totale potrebbero essere oltre 5 milioni gli italiani colpiti dall’influenza nel corso dell’interna stagione 2018-19. Per questo su tutto il territorio nazionale è scattato l’allarme vaccini.

Mancano i vaccini | L’allarme dei medici

Come detto diversi distretti sanitari le scorte sono già finite e questo ha creato problemi sia ai cittadini che al personale medico-sanitario.

A far scattare l’allarme i dati forniti durante la terza giornata del 35esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) al quale stanno partecipando oltre 3mila camici bianchi da tutta la Penisola.

“I ritardi nella consegna dei vaccini e altri disguidi sono anche causati dal fatto che le gare, per l’acquisizione di questi presidi sanitari, sono biennali” afferma il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale SIMG.

Risulta quindi difficile riuscire ad avere il numero corretto di vaccini perché ogni stagione coinvolge una quota diversa di popolazione.

“Se vogliamo concretamente aumentare le percentuali di immunizzazione vanno migliorati questi aspetti organizzativi”.

“L’influenza” ha spiegato il dott. Aurelio Sessa, responsabile SIMG del settore “è un fenomeno complesso e che colpisce circa il 10% dell’intera popolazione italiana”.

Per questo “non può essere sottovalutata e bisogna ricordare che la vaccinazione è l’arma migliore a nostra disposizione”.

Vaccino antinfluenzale 2018-2019 | La guida

Le dosi di vaccino sono gratuite per gli over 65 anni, i soggetti a rischio, il personale sanitario e di pubblica sicurezza e da quest’anno anche per i donatori di sangue.

L’obiettivo è quello di migliorare la copertura sulla popolazione over 65 anni, che rappresenta circa il 21 per cento della popolazione, e che l’anno passato ha usufruito del vaccino solamente per il 51 per cento.

Qui tutte le cose da sapere sul vaccino antinfluenzale 2018-2019

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