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Strage di Ancona, identificato il ragazzo che avrebbe utilizzato lo spray al peperoncino

Immagine di copertina
Credit: Luca PRIZIA / AFP

Nelle prime ore di domenica 9 dicembre 2018 è stato individuato e identificato il ragazzo che avrebbe utilizzato lo spray al peperoncino, provocando il panico nella discoteca Lanterna Azzurra. Nella calca scatenatasi dopo il gesto, hanno perso la vita 6 persone, tra cui 5 minorenni e una madre di 39 anni che aveva accompagnato la figlia di 10 al concerto di Sfera Ebbasta.

Il presunto responsabile del gesto non è ancora stato interrogato dalla Procura. Si tratta di un minorenne della provincia di Ancona. Come spiegano i Carabinieri del comando provinciale di Ancona, nessuno è stato inserito ancora inserito nel registro degli indagati.

Dopo la tragedia, testimoni avevano parlato di una persona incappucciata, che sarebbe salita su un cubo per spruzzare una sostanza che aveva reso l’aria irrespirabile. Sulle chat tra i ragazzi che avevano partecipato alla festa, era circolata una foto ma non era stata confermata la sua autenticità.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative citate dall’agenzia Agi, il giovane sarà sentito quanto prima dal procuratore dei minori Giovanna Lebbroni, che conduce le indagini con il collega Paolo Gubinelli.

Le testimonianze dirette dei feriti, confermate da uno dei soccorritori che hanno operato nell’emergenza di ieri, e i video registrati da coloro che erano all’interno del locale, hanno portato gli inquirenti a dare un volto e un nome al presunto autore. Tuttavia, trattandosi di un minorenne, che rischia di essere accusato di omicidio colposo plurimo, la Procura procede con estrema cautela.

I feriti gravi sono 7. Secondo l’ultimo bollettino medico si trovano ancora in rianimazione. Le loro condizioni sono stabili e in prognosi riservata. I 7 adolescenti lottano tra la vita e la morte.

Le indagini proseguono anche su un altro fronte: il rispetto delle misure di sicurezza e il numero dei presenti all’interno della discoteca.

La ricostruzione di quello che è successo

L’incidente si è verificato intorno alla mezzanotte dell’8 dicembre.

La tragedia è avvenuta vicino una delle tre uscite di sicurezza del locale, su una balaustra che collega la discoteca al parcheggio. Alcuni ragazzi sono usciti di corsa e gli altri hanno iniziato a spingersi e si sono accalcati su quel ponticello, che per l’urto ha ceduto. Molti ragazzi sono finiti nel fossato sotto il ponticello, finendo schiacciati da altri.

Secondo le prime ricostruzioni, il panico sarebbe stato scatenato dall’uso di uno spray urticante.

Il questore di Ancona, Oreste Capocasa, ha smentito che le porte di sicurezza fossero chiuse, come avevano raccontato dei testimoni, aggiungendo che è ancora presto fare speculazioni su cause e responsabilità.

“Una tragedia immane, ho il cuore spezzato”, ha detto al quotidiano locale Cronache Ancona. “L’uscita di sicurezza si è aperta, ma appena fuori due parapetti laterali in ferro sono venuti in meno e le persone sono cadute una sull’altra”.

Secondo le prime indagini, all’interno della discoteca c’era più gente del numero consentito dalle norme di sicurezza: “Abbiamo verificato che sono stati venduti dalla discoteca più biglietti di quanti il locale potesse contenere”, spiegano i carabinieri.

“Quello che ho visto è stata la peggior scena che possa vedere un funzionario di polizia e un papà: sei lenzuola che coprono giovani vite e le scene strazianti dei genitori che facevano riconoscimento dei propri figli”, ha aggiunto il questore di Ancona.

“Nella mia professione ho visto e assistito a tanti eventi, ma vedere tante giovani vite spezzate fuori da una struttura per divertirsi non mi era mai capitato”. Quanto alle cause che hanno scatenato l’incidente, Capocasa ha confermato che “si stanno facendo accertamenti sulle presenze” all’interno del club e che “sono stati posti sotto sequestro le matrici dei biglietti staccati”.

“Il lavoro va avanti con molta attenzione”, ha aggiunto, riferendosi anche al fatto che il caos all’interno del locale possa essere stato causato da uno spray urticante: “Era voce comune ma l’emozione e lo choc del momento meritano un momento di ulteriore verifica”. “Le cause vanno chiarite con i ragazzi presenti”, ha concluso Capocasa.

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