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Il Toro di Nimrud, distrutto dall’Isis, è stato ricreato a Roma

Insieme al Toro saranno ricostruiti ed esposti al Colosseo in scala reale il soffitto del Tempio di Bel di Palmira e la Sala dell’Archivio di stato del Palazzo di Ebla

Di TPI
Pubblicato il 7 Ott. 2016 alle 15:52
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Immagine di copertina

Il Toro di Nimrud, statua con la testa dalle sembianze umane, è stato distrutto dai miliziani dell’Isis in Siria, ma vedrà nuovamente la luce a Roma in un’esposizione allestita al Colosseo fino al prossimo 11 dicembre.

Alcuni reperti distrutti dalla furia devastatrice degli estremisti del sedicente Stato islamico torneranno infatti al loro antico splendore: insieme al Toro saranno ricostruiti in scala reale il soffitto del Tempio di Bel di Palmira e la Sala dell’Archivio di stato del Palazzo di Ebla, che custodiva 17mila tavolette cuneiformi.

Gli organizzatori hanno chiarito che lo scopo dell’esposizione è accrescere la consapevolezza del pericolo della distruzione da parte dell’Isis del patrimonio culturale e promuovere la protezione dei siti e dei monumenti dai danni delle guerre e dei disastri naturali.

“Non accettiamo il ritorno all’iconoclastia, intesa come la distruzione del patrimonio archeologico e culturale e l’assassinio di persone innocenti”, ha commentato l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli.

Secondo Rutelli, inoltre, l’esibizione mostra come la tecnologia – in questo caso le stampanti 3D – possa essere utilizzata per ricreare siti archeologici che sono stati gravemente danneggiati o completamente distrutti.

Nel dettaglio, le copie che vengono presentate in mostra del Toro di Nimrud e del soffitto del Tempio di Bel sono state realizzate grazie alla tecnica della stampa in 3D. La Sala di Archivio di Ebla, invece, è stata riprodotta creando un modello in polistirolo, poi usato per la creazione della copia in vetroresina, più adatta a riprodurre la muratura in crudo.

“Ma è necessario avere anche sensibilità artistica. Quando si osserva queste riproduzioni, siamo di fronte a qualcosa che non è freddo, ma un’opera che rende la reale idea di quello che è stato distrutto”, ha spiegato.

Le ricostruzioni sono state fatte da esperti restauratori con metodi scientifici affinché non siano semplici copie da parchi divertimento stile Disneyland o Las Vegas.

Roma non è l’unica città che ospita ricostruzioni di opere d’arte distrutte dai miliziani del sedicente Stato islamico: a New York è stata esposta una ricreazione dell’Arco di Trionfo di Palmira.

Le distruzioni compiute dall’Isis sono state condannate dagli attivisti e dagli storici e sono state definite come crimini di guerra dall’Unesco.

Nimrud, il sito in cui si trovavano le opere è stata la capitale dell’impero assiro, che dominò il medio oriente dal 900 al 612 a.C. Gli esperti fanno risalire le opere distrutte intorno al dodicesimo secolo avanti Cristo.

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