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Tiziano Renzi nega le accuse: “La verità verrà fuori. Sono chiuso in casa come un criminale”

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I genitori dell'ex premier sono agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni

“Un semplice messaggio su Facebook, visto che mi è consentito, per ringraziare tutte le persone che hanno fatto sentire in queste ore la loro vicinanza. Non auguro a nessuno – nemmeno al mio peggiore nemico – di vivere mai ciò che la Lalla e io stiamo vivendo”, inizia così il messaggio di Tiziano Renzi pubblicato sul suo profilo Facebook.

Il padre dell’ex premier e la moglie Laura Bovoli sono agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. Sono accusati di aver provocato dolosamente il fallimento di tre cooperative dopo averne svuotato le casse ricavando così in maniera illecita svariati milioni di euro.

“Ci prepariamo a una lunga vicenda giudiziaria consapevoli di un fatto: la verità prima o poi verrà fuori”, continua il post di Renzi senior. “Io affermo qui (e purtroppo per il momento posso solo qui) che queste ricostruzioni sono false. Come erano false le vicende del passato dalle quali siamo sempre usciti assolti”.

E ancora: “A tutti chiedo solo una cosa: aspettate i processi. Aspettate e vedremo chi ha ragione. Il massacro mediatico di questi giorni è incredibile. Ed è un incubo non potersi difendere. Vorrei urlare il mio sdegno e invece sono chiuso in casa come un criminale”.

“Qualcuno vuole fare il processo sui media. Io affronterò il processo nelle aule dei tribunali da cittadino massacrato preventivamente sui media ma da cittadino incensurato che rivendica con forza la propria innocenza”.

Il padre dell’ex premier nega tutte le accuse a suo carico: “Non abbiamo fatto mai fatture false, non siamo amministratori di fatto, non abbiamo fatto bancarotta, non abbiamo lavoratori in nero.  Noi non stiamo scappando: chiediamo solo di essere giudicati”.

“Quando arriveremo a sentenza, vedremo quali titoloni ci saranno sui giornali. L’avviso di garanzia apre i giornali per settimane, la notizia di archiviazione va nei trafiletti: ci sono già passato più volte”.

Il 4 marzo 2019 i genitori dell’ex premier saranno in aula a Firenze per la prima udienza del processo che li vede protagonisti.

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