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Sei arresti per caporalato dopo la morte di una bracciante

La 49enne Paola Clemente fu stroncata da un infarto mentre lavorava nei campi. In carcere anche il responsabile dell'agenzia interinale alla quale si era rivolta la donna

Di TPI
Pubblicato il 23 Feb. 2017 alle 11:59
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Immagine di copertina

Sono arrivate a una svolta le indagini sul caso di Paola Clemente, la bracciante agricola 49enne di san Giorgio jonico, morta mentre lavorava sotto un tendone nelle campagne di Andria, il 13 luglio del 2015.

Guardia di Finanza e polizia, in un’operazione coordinata dal magistrato della procura di Trani Alessandro Pesce, il 23 febbraio hanno arrestato ad Andria sei persone, accusate, a vario titolo, di truffa ai danni dello Stato, illecita intermediazione e sfruttamento del lavoro, in applicazione della nuova legge di contrasto al caporalato approvata a ottobre del 2016.

Tra le persone finite agli arresti, il titolare dell’azienda di trasporti tarantina che portava in pullman le braccianti fino ad Andria, e il direttore dell’agenzia interinale per la quale lavorava la signora Clemente.

Nel corso delle indagini sono stati acquisiti carte e documenti trovati nelle abitazioni di altre braccianti, che lavorano per la stessa agenzia a cui si era rivolta la 49enne. Dall’analisi del materiale, sarebbero emerse differenze tra le indicazioni delle buste paga emesse dalla società interinale e le giornate di lavoro effettivamente svolte dalle lavoratrici.

L’operazione – secondo gli inquirenti – presenta un duplice profilo di novità: un salto di qualità nelle modalità investigative, che ha permesso di superare il vincolo di omertà che normalmente copre il fenomeno, e “l’emergere di una nuova, più moderna e, per certi versi, sorprendente forma di caporalato”.

Sul decesso di Paola Clemente restano aperti altri filoni di indagine. L’autopsia e gli esami tossicologici svelarono che la donna era affetta da una “sindrome coronarica acuta”. Dopo la morte, il marito denunciò alle autorità le dure condizioni di lavoro di tutte le braccianti assunte dalle agenzie interinali per conto delle aziende locali: pochi euro l’ora per molte ore di lavoro al giorno. Le indagini hanno accertato che la donna fu colta da malore due ore dopo aver cominciato il lavoro, sotto un tendone rovente.

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