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Salvini ironizza sulla scritta in arabo a Bergamo, ma sbaglia traduzione

Il ministro si è recato in visita nel complesso delle Torri di Bergamo

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 12 Mar. 2019 alle 09:04
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Immagine di copertina
Fonte: Facebook / Matteo Salvini

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato in visita a Bergamo, al complesso delle Torri, luogo diventato simbolo del degrado urbano di Bergamo.

Il leader della Lega ha presidiato la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della città alla presenza del prefetto Elisabetta Margiacchi, del questore Girolamo Fabiano e dei vertici dei carabinieri e della Guardia di finanza.

“Anche a Zingonia la pacchia è finita”, ha affermato il vicepremier Salvini, riferendosi ai prossimo lavori di abbattimento delle torri “Anna” e “Athena” di Zingonia, dove molte persone avevano trovato abusivamente rifugio.

Le operazioni di demolizione e bonifica si svolgeranno tra il 20 e il 25 marzo.

Intanto ha generato particolare ironia, soprattutto in rete, una battuta di Matteo Salvini sul significato di una scritta in arabo letta dal ministro nel complesso delle Torri.

“Questi erano i palazzi dello spaccio, della prostituzione e del caos Guardate che roba”, è il commento del ministro, che ha visitato il quartiere accompagnato dalla stampa.

“Immaginatevi queste centinaia di belle persone che casino potevano fare. Ora i grattacieli saranno rasi al suolo, lo faremo entro quest’anno, entro la primavera, questi spazi torneranno a nuova vita, a disposizione di persone normali”.

Ad un certo punto del tour, l’attenzione del ministro dell’Interno è catturata da una scritta in arabo sul muro di uno dei palazzi del quartiere.

“Credo che dica ‘benvenuto Matteo’ o ‘grazie ministro'”: questo il commento del leader della Lega, che interpreta a modo suo la scritta in arabo.

Il significato delle parole scritte sul muro è in realtà tutt’altro.  Il testo infatti è un motto che spesso si legge nelle città arabe e che dice che “la pulizia viene dalla fede, e la sporcizia viene dal diavolo”.

Si tratta quindi di un invito a non lasciare per strada l’immondizia. Il messaggio, oltre a non essere stato recepito dalle persone a cui era diretto, è stato anche interpretato male dal ministro. Sbaglio che la rete non gli ha perdonato.

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