Salvini al Congresso delle Famiglie attacca il M5s sulle adozioni: la dura replica di Di Maio

Botta e risposta tra i due vicepremier. E Salvini da Verona dice di non voler toccare la legge sull'aborto

Di Marco Nepi
Pubblicato il 30 Mar. 2019 alle 17:45 Aggiornato il 30 Mar. 2019 alle 17:45
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Immagine di copertina
Matteo Salvini

“Non sono qui per togliere qualcosa a qualcuno, non si tocca niente a nessuno. La 194 non è in discussione, neanche il divorzio, ognuno fa l’amore con chi vuole va a cena con chi vuole”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Verona, al suo arrivo al Congresso delle Famiglie. Il vicepremier è stato accolto da applausi ma anche da qualche contestazione.

Davanti ai giornalisti, ha precisato di non voler mettere mano alla legge 194 e ha aggiunto: “Ognuno nella sua vita privata fa quello che vuole e fa l’amore con chi vuole. Da ministro però voglio rimettere al centro i bambini che non possono essere vittime dei litigi degli adulti. Occorre modificare il diritto di famiglia, perché gli adulti possono litigare e i matrimoni possono fallire, ma i bambini devono continuare ad avere un papà e una mamma, non genitore 1 e genitore 2”.

Salvini ha commentato anche le parole del Papa sull’evento di Verona: “Condivido quello che ha detto Bergoglio. Io bado alla sostanza, non alla forma”.

Il leader della Lega non ha risparmiato una stoccata al Movimento Cinque Stelle, e in particolare al sottosegretario Vincenzo Spadafora: “Si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino”.

A stretto giro è arrivata la replica di Luigi Di Maio: “Salvini legga bene le deleghe. Quella sulle adozioni non è in capo al sottosegretario Spadafora, è in capo al presidente del Consiglio e al ministro della Famiglia. Sulle adozioni è bene non dire cose scorrette”, ha detto il vicepremier M5s.

“Si parla tanto di famiglia in questi giorni, e io voglio dirlo chiaramente – ha aggiunto Di Maio a margine dell’iniziativa Oggi Protagonisti a Roma – Noi teniamo tanto alla famiglia e siamo molto preoccupati per il fatto che l’Italia sia l’ultimo Paese a fare figli in Europa, ma mentre a Verona si sta affrontando questo tema con l’odio verso il prossimo, con le discriminazioni e dicendo che la donna se ne deve stare chiusa in casa ad allevare i figli, noi qui guardiamo al futuro”.

“Nel Contratto di governo non c’e’ niente di quello di cui si sta discutendo a Verona”, ha concluso il ministro del Lavoro.

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