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Decretone, riscatto della laurea anche per gli over 45: ecco tutte le novità

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 18 Mar. 2019 alle 10:23 Aggiornato il 18 Mar. 2019 alle 10:36
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Immagine di copertina

RISCATTO LAUREA – Ci siamo: oggi ci sarà il giro di boa decisivo per il cosiddetto “decretone“. Il testo che contiene le misure simbolo del governo Lega-Movimento 5 Stelle arriva in aula alla Camera. Novità importanti sono attese sul fronte del riscatto della laurea.

La principale notizia è per quanto riguarda l’età: sarà infatti possibile riscattare la laurea, ma anche coprire i vuoti contributivi per i periodi di non lavoro, non più fino a 45 anni di età, ma senza limite anagrafico.

Il tutto, chiaramente, pagando il dovuto, ampiamente scontato rispetto al riscatto ordinario. In quanto tempo? Non più cinque anni, ma ben dieci. Resta, invece, il vincolo del primo gennaio 1996 come data di inizio dell’attività lavorativa per poter usufruire del canale privilegiato.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta:

Riscatto laurea | Chi può chiedere il riscatto agevolato?

Possono usufruire della possibilità di chiedere il riscatto di periodi non coperti da contributi previdenziali coloro che hanno cominciato a lavorare o a versare dal primo gennaio 1996.

L’opzione vale per i lavoratori dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi iscritti alle rispettive gestioni. Solo loro? No: della possibilità di chiedere il riscatto ne possono usufruire anche gli iscritti alla gestione separata dell’Inps, i cococo e le partite Iva che non sono iscritti ad altre Casse.

Ancora dubbi invece per quanto riguarda i liberi-professionisti o i dipendenti con istituti previdenziali privatizzati. Su questo fronte bisognerà aspettare ancora un po’.

Riscatto laurea | Cosa si può riscattare?

Sarà possibile riscattare i periodi non coperti da contributi che vanno dal 1996 in poi, per un massimo di cinque anni. Periodi completamente non lavorati o comunque per i quali non c’era l’obbligo di versare i contributi. Vi rientra quindi il riscatto del corso di laurea, che, però, era già riscattabile, e tutti gli intervalli tra un lavoro e l’altro o tutti quei corsi e quelle attività di studio che fino a oggi non erano riscattabili.

Riscatto laurea | I costi

Quanto costa fare il riscatto? Il costo “è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda”.

Secondo le stime fatte della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, si tratta di 5.241,30 euro da pagare per ogni anno di studio. Si va quindi da 15mila euro per una laurea breve a 25mila per un corso quinquennale.

Insomma, si tratta – rispetto al meccanismo attuale – di uno sconto del 60 per cento.

Riscatto laurea | I vantaggi fiscali e la rateizzazione

Il costo del riscatto può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi nella misura del 50 per cento in un quinquennio.

L’onere per il riscatto può essere pagato anche dal datore di lavoro, destinando a questo fine i premi di produzione spettanti al lavoratore.

Il costo dell’operazione può essere versato all’ente previdenziale in una sola soluzione o in 120 rate mensili, senza interessi o altri oneri.

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