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Cosa è successo il 16 settembre nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

Di TPI
Pubblicato il 16 Set. 2016 alle 17:04
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Immagine di copertina

Italia: si è spento oggi, all’età di 95 anni, Carlo Azeglio Ciampi. È stato il decimo presidente della Repubblica, dal 1999 al 2006. In precedenza fu governatore della Banca d’Italia per 14 anni dal 1979 al 1993, oltre che presidente del Consiglio, dall’aprile 1993 al maggio 1994, in una fase di difficile transizione istituzionale in piena tangentopoli. Ha ricoperto più volte il ruolo di ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Nel primo governo Prodi rese possibile l’abbattimento di quattro punti percentuali del deficit pubblico, permettendo all’Italia di rispettare uno dei più ostici parametri di Maastricht e le condizioni per l’ingresso tra i paesi di testa nella moneta unica. È morto in una clinica romana. Il suo fu il primo governo tecnico della storia d’Italia, fu infatti il primo premier non parlamentare a ricoprire tale incarico.

– Stati Uniti: un ragazzo nero di 13 anni è stato ucciso dalla polizia in Ohio. Alcuni poliziotti avevano inseguito tre ragazzi in fuga perché corrispondenti alla descrizione di una vittima di rapina a Columbus. Durante la fuga un ragazzo, Tyre King, ha tirato fuori una pistola ad aria compressa. In quel momento l’agente di polizia ha iniziato a sparare dei colpi di pistola contro di lui. Subito dopo la sparatoria, il ragazzo è stato trasportato in un ospedale pediatrico, dove è morto. Gli altri ragazzi in fuga dalla rapina sono stati interrogati e poi rilasciati in attesa di ulteriori indagini.”C’è qualcosa che non va in questo paese, e sta portando la sua epidemia nelle strade delle nostre città”, ha detto il sindaco di Columbus, Andrew Ginther. “Un tredicenne è morto a causa della nostra ossessione per le armi e la violenza”, ha proseguito. L’importo della rapina in questione era di 10 dollari.

– Europa: la crisi dell’Unione europea dopo la Brexit non può essere sprecata, ma anzi deve essere occasione per lavorare a un nuovo progetto di Europa. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, al summit di Bratislava con i 27 capi di stato e di governo dell’Ue che si è tenuto il 16 settembre in Slovacchia, ha invitato i leader europei a prendere atto con “onestà” dei problemi dell’Unione perché “dobbiamo assicurare ai nostri cittadini che abbiamo imparato la lezione della Brexit”. Sono tre le aree in cui i capi di stato e di governo dell’Unione devono trovare una posizione comune: sicurezza delle frontiere esterne, lotta al terrorismo e rilancio dell’economia. 

– Pakistan: un attentatore suicida si è fatto saltare in aria gridando “Allahu Akbar” in un’affollata moschea nel nordovest del Pakistan, uccidendo almeno 16 persone e ferendone più di 20 durante una preghiera. La notizia è stata confermata dalle autorità pakistane della regione al confine con l’Afghanistan: “L’attentatore suicida si trovava in un’affollata moschea, ha gridato ‘Allahu Akbar’ e poi c’è stata una grande esplosione”, ha detto alla Reuters Naveed Akbar, un funzionario dell’amministrazione locale. Le aree montuose e isolate al confine con l’Afghanistan, sono storicamente un santuario per i miliziani jihadisti, da al-Qaida ai Taliban e le autorità di Islamabad qui esercitano uno scarso potere.

– Giordania: negli ultimi cinque anni, la Giordania è diventata uno dei più grandi paesi di destinazione dei profughi in fuga dalla vicina Siria. Nel paese si è registrata la presenza ufficiale di 700.000 siriani, in un paese che ha una popolazione di appena 6.5 ​​milioni di abitanti. Secondo le autorità però il numero reale è di gran lunga superiore, attestandosi su circa un milione. Ma la Giordania ha posto un limite alla sua ospitalità. Migliaia di profughi siriani sono intrappolati in una terra di nessuno tra la Siria e la Giordania conosciuta come “il muro di sabbia”, “the berm”. Le stime attuali indicano che più di 75.000 persone siano bloccate in questo territorio di frontiera, ma le autorità giordane hanno rifiutato di consentire l’accesso ai giornalisti, limitandolo alle organizzazioni umanitarie. Un rapporto di Amnesty International dimostra quanto sia disastrosa la situazione in quest’area.

– Italia: l’amministrazione degli Stati Uniti ha acconsentito a pagare un milione di dollari alla famiglia del cooperante italiano Giovanni Lo Porto, ucciso in Pakistan nel gennaio del 2015 da un drone statunitense durante un raid antiterrorismo. Il presidente Barack Obama si scusò personalmente con la famiglia, assumendosi la responsabilità dell’azione. L’accordo è il primo caso conosciuto in cui il governo degli Stati Uniti rimborsa la famiglia di una vittima innocente dell’attacco di un drone. A riportare la notizia è stato il quotidiano La Repubblica, che ha potuto visionare il documento, che risale allo scorso 8 luglio. In realtà non si tratta di un risarcimento ma una concessione a titolo “di favore” e perciò non comporta alcuna assunzione di responsabilità giuridica.

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