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Il referendum italiano sui voucher e sugli appalti si terrà il 28 maggio 2017

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto con il quale ha indetto il voto referendario

Di TPI
Pubblicato il 14 Mar. 2017 alle 10:39
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e alla “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”.

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Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017. Lo ha comunicato Palazzo Chigi in una nota.

Il quesito su cui si è dibattuto di più è quello che riguarda i voucher, con cui si propone l’abolizione dei buoni per la retribuzione del lavoro. Sono stati introdotti nel 2003 dal governo Berlusconi con l’obiettivo di regolarizzare alcune tipologie di lavori occasionali in cui era diffusa l’evasione fiscale, come le ripetizioni scolastiche o le pulizie domestiche.

Negli anni questi buoni hanno aumentato la propria diffusione grazie a leggi che ne hanno reso più facile l’utilizzo, come la legge Fornero del 2012, che ne ha liberalizzato l’utilizzo. Nel 2013, inoltre, un nuovo decreto del governo Letta ha dato ulteriore impulso all’uso dei voucher, che attualmente hanno un tetto di 7mila euro annuali stabilito dal Jobs act.

La CGIL, che ha sempre sostenuto come i voucher favorissero forme di lavoro precario, ha proposto il quesito che punta ad abolirli del tutto come tipologia retributiva.

L’altro quesito è quello sulla responsabilità delle aziende appaltatrici, che punta ad abolire una norma risalente alla legge Biagi del 2003 e modificata nel 2012 dalla legge Fornero. Essa ha stabilito che a rispondere in caso di violazioni dei diritti di un lavoratore sia solo l’azienda che ha preso in gestione l’appalto, e non anche la società che lo ha dato in gestione.

L’abrogazione della norma del 2003 riporterebbe entrambe le aziende ad avere responsabilità in caso di violazioni a riguardo.

— LEGGI ANCHE: Cosa c’è da sapere sui referendum proposti dalla CGIL

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