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De Dominicis è indagato per abuso d’ufficio e non sarà assessore al Bilancio a Roma

L'assessore in pectore sarebbe inoltre indagato per abuso d'ufficio. Nel frattempo il mini direttorio di Roma del Movimento Cinque Stelle ha rassegnato le dimissioni

Di TPI
Pubblicato il 8 Set. 2016 alle 19:10
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Immagine di copertina

Raffaele De Dominicis, indicato a inizio settembre come nuovo assessore al Bilancio dal sindaco di Roma Virginia Raggi dopo le dimissioni di Marcello Minenna, non ricoprirà l’incarico per il quale era stato annunciato. A dichiararlo è stata proprio il sindaco Raggi, che ha detto l’8 settembre di aver appreso che De Dominicis è già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio e, in base ai requisiti previsti dal Movimento Cinque Stelle, non può essere nominato assessore.

Alle 19:28 l’Ansa ha reso noto inoltre che De Dominicis sarebbe indagato per abuso d’ufficio, senza per il momento fornire altri dettagli.

La nomina di De Dominicis era stata contestata sia dai vertici pentastellati che dalle opposizioni perché, come dichiarato dallo stesso assessore in pectore, gli era stato offerto il ruolo da Pieremilio Sammarco, avvocato presso cui la Raggi ha svolto il praticantato e storicamente vicino a Forza Italia, fatto che aveva lasciato pensare a una mancanza di trasparenza.

L’8 settembre Virginia Raggi si è recata in mattinata a Porta San Paolo, a Roma, per le celebrazioni degli scontri che l^ si svolsero in seguito all’armistizio di Cassibile, e alla folla che la ha chiesto di “non mollare” ha risposto “Io non mollo”.

Nello stesso giorno, però, il mini-direttorio di Roma che coordina l’attività politica locale del Movimento Cinque Stelle e composto da Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli si è dimesso in massa. “La macchina amministrativa è partita spedita ed è giusto che ora proceda spedita. Per questo, riteniamo che oggi il nostro compito non sia più necessario”, hanno dichiarato.

I problemi della giunta erano iniziati il 31 settembre quando il capo di gabinetto Carla Romana Raineri e l’assessore al Bilancio Marcello Minenna avevano rassegnato le dimissioni denunciando una mancanza di trasparenza. Il giorno seguente sono arrivate le dimissioni anche dei vertici di Ama e Atac.

A ciò si è aggiunta la notizia che l’assessore all’Ambiente Paola Muraro sarebbe indagata dallo scorso aprile dalla Procura di Roma, e che sia lei che Virginia Raggi che il mini-direttorio romano del Movimento Cinque Stelle ne erano al corrente.

Lo stesso mini-direttorio aveva anche comunicato al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio la notizia attraverso un messaggio di posta elettronica, ma lo stesso Di Maio ha dichiarato di aver interpretato male il contenuto della mail.

Nel frattempo Virginia Raggi, dopo aver mostrato di non voler fare passi indietro sui componenti della giunta nonostante le richieste fatte dai leader del suo stesso movimento, ha iniziato a fare alcuni cambiamenti anche per rappacificare il clima con il direttorio.

Raffaele Marra è stato spostato da vice capo di gabinetto a capo del dipartimento del commercio, e Salvatore Romeo al momento resta a capo della segreteria, ma dopo che il direttorio ne aveva chiesto l’allontanamento dalla giunta si pensa che anche lui potrebbe essere spostato di ruolo. Sui due è arrivata anche la scure dell’Autorità nazionale anticorruzione, che ha parlato di profili di illegittimità sulle loro nomine.

Rimane invece saldamente al proprio posto Paola Muraro, l’assessore all’Ambiente indagata dalla procura di Roma e su cui il direttorio aveva discusso riguardo l’ipotesi di un allontanamento dalla giunta.

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