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“Il terrorista ci ha puntato la pistola alla fronte”: il racconto delle amiche del giornalista italiano morto nell’attentato di Strasburgo

Le ragazze sono sotto shock: "Ci ha guardato negli occhi, era glaciale"

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Dic. 2018 alle 18:00 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:49
Immagine di copertina
Strasburgo

È morto Antonio Megalizzi, il giornalista italiano colpito nell’attentato di Strasburgo.

Due amiche e colleghe del ragazzo presenti la notte dell’attentato, avevano raccontato a Repubblica il momento dell’aggressione. “Il terrorista ha preso la mira” dicono Caterina Moser e Clara Stevanato.

Qui gli eurodeputati presenti all’attentato hanno descritto a TPI la serata da brividi.

Caterina Moser e Clara Stevanato sono due studentesse universitarie ed erano con il ragazzo ferito nella sera dell’11 dicembre. “L’attentatore si è appoggiato al muro e ci ha puntato la pistola alla fronte. Così”. Hanno narrato facendo il gesto della pistola, che era stata puntata anche alla fronte di diversi eurodeputati.

Qui gli ultimi giorni di vita di Antonio Megalizzi.

Le due ragazze si erano riparate tutto il giorno nello studio di Viotti, deputato del Partito democratico. “Le stiamo proteggendo”, spiega Viotti. Ma lo hanno visto cadere sotto il colpo. Caterina e Clara hanno raccontato: “L’uomo era freddo, glaciale. Ha preso la mira”.

Le ragazze avevano fatto un’intervista con Megalizzi a Strasburgo per Europhonica , il network di radio universitarie per cui lavorano. “Con Antonio – ricorda Viotti – mi ero fermato a parlare un po’ di più. Voleva scrivere un paper sul bilancio europeo. Abbiamo chiacchierato 10 minuti perché io sono relatore del bilancio. Ci siamo dati un nuovo appuntamento per parlare ancora, per raccogliere il materiale”.

Le due amiche sono accanto alla famiglia di Antonio in questo momento di dolore.