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Fare pipì contro il gazebo di Fratelli d’Italia non è reato: la sentenza

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 1 Mar. 2019 alle 15:55 Aggiornato il 1 Mar. 2019 alle 15:58
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Immagine di copertina

Ricordate il caso della donna che si fermò davanti a un gazebo di Fratelli d’Italia, in pieno centro a Milano, e, dopo essersi abbassata i pantaloni, fece pipì davanti ai candidati del partito di Giorgia Meloni in segno di sfregio?

Ebbene, oggi è arrivata la sentenza: e quel gesto non è da considerare come “atto osceno in luogo pubblico”.

Nessun reato contro la pubblica decenza, quindi.

Una decisione ,quella del gup di Milano al termine del rito abbreviato, che ha fatto infuriare l’assessore regionale alla Sanità, Riccardo De Corato, che in quel gazebo stava portando avanti la campagna elettorale in vista delle regionali del 4 marzo 2018.

I fatti risalgono al 27 gennaio di un anno fa. La donna, 42 anni, si fermò proprio davanti al tavolo con la bandiera di Fratelli d’Italia e fece pipì davanti a tutti.

Dopo il blitz ci fu una furibonda lite con diversi militanti del partito di Giorgia Meloni. E per questo è stata condannata a 3 mesi di carcere: violenza privata e lesioni i reati contestati.

Il pm aveva però chiesto sei mesi di reclusione con l’ulteriore accusa di atti osceni in luogo pubblico.

Furioso l’assessore De Corato: “Milano è fatta su misura per le violenze dei centri sociali. Con sentenze come questa i no glob possono dormire sonni tranquilli. Peccato. Mi sarei aspettato un giudizio esemplare volto a difendere chi vuole fare liberamente politica in campagna elettorale”.

“A Milano la magistratura ha questa idea: l’oscenità non è grave. Eppure il pm aveva chiesto 6 mesi di condanna. Io credo che se avessimo fatto qualcuno di noi una cosa simile non ce la saremmo cavata con una semplice multa”.

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