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Piazza San Carlo, morta una donna che era rimasta paralizzata, sale a 2 il numero delle vittime

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A due anni di distanza dal gravissimo incidente a piazza San Carlo del 3 giugno 2017, una donna che era rimasta paralizzata, è morta. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni per un’infezione alle vie respiratorie. Ricoverata in Terapia Intensiva a Torino, Marisa Amato, si è spenta alle 9,15 del 25 gennaio 2019.

La donna 65enne non era tra i tifosi riuniti a piazza San Carlo per vedere la finale di Champions League, ma si trovava per caso a passeggiare con il marito in una strada vicino, quando è stata travolta dalla folla.

“Mio papà, quando racconta quel momento ricorda solo di essere stato calpestato da una massa di persone, schiacciato ripetutamente a terra. Non riusciva a rialzarsi. Poi lui e mamma avevano perso i sensi”, aveva raccontato al quotidiano La Stampa il figlio Danilo.

Pochi giorni dopo l’incidente un’altra donna, Erika Pioletti di 38 anni, in coma per due settimane, era morta.

Cos’era successo a Piazza San Carlo il 3 giugno 2017

Nella serata di sabato 3 giugno 2017 in piazza San Carlo a Torino, mentre i tifosi della Juventus assistevano alla finale di Champions League contro il Real Madrid, un momento di panico e caos ha provocato due morti e 1.525 feriti, secondo quanto comunicato dalla Prefettura nella mattinata di domenica 4 giugno.

Erano tra i 20mila e i 40mila gli spettatori accorsi per guardare la finale su un maxischermo, quando all’improvviso un suono ha scatenato il panico nella folla, che allontanandosi istintivamente dal luogo della presunta esplosione ha creato una reazione collettiva di fuga che ha coinvolto migliaia di persone.

La Cassazione ha riconosciuto valida l’accusa di omicidio preterintenzionale per l’incidente di Piazza San Carlo a Torino, dove un gruppo di ragazzi aveva causato il panico nella sera del 3 giugno 2017, mentre i tifosi della Juventus assistevano alla finale di Champions League contro il Real Madrid.

La quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da uno dei sette indagati, Sohaib Bouimadaghen detto “Budino”, accusato insieme ad altre sei persone di aver usato uno spray al peperoncino scatenando il panico tra la folla.

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