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Cosa sappiamo finora sull’operaio ucciso da un camion a Piacenza

Secondo la ricostruzione della procura l'autista non si è accorto di aver investito l'uomo, che è stato visto correre da solo incontro al camion che stava facendo manovra

Di TPI
Pubblicato il 15 Set. 2016 alle 18:07
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Immagine di copertina

Un operaio egiziano di 53 anni è stato travolto e ucciso la notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 settembre da un camion davanti ad un’impresa di Montale, in provincia di Piacenza, dove assieme ad altri colleghi stava partecipando a un presidio indetto dal sindacato autonomo Usb per il mancato rispetto degli accordi aziendali da parte della ditta, la Gls, che si occupa di logistica.

Il camionista è poi sfuggito di un soffio al linciaggio da parte degli operai prima di essere fermato dalla polizia con l’accusa di omicidio stradale colposo. L’arresto è stato convalidato e l’uomo risulta indagato, ma è stato rilasciato per l’assenza di esigenze cautelari.

L’autista stava ripartendo dopo aver caricato la merce e agli inquirenti ha detto di non essersi accorto di nulla al momento dell’investimento, ma di aver capito quanto successo solo dopo l’aggressione dei manifestanti.

Un gruppo di trenta operai era fuori dai cancelli dell’azienda in attesa degli esiti dell’incontro della delegazione sindacale con il presidente della ditta di logistica, ma non era in corso nessuna protesta. Nel cortile vi erano diversi camion pronti a partire.

L’operaio egiziano si sarebbe staccato dal gruppo dirigendosi verso il primo camion in partenza, che lo ha investito. Secondo il sindacalista Riccardo Germani, invece, “il conducente del camion è stato incitato a forzare il picchetto da un addetto vicino all’azienda. Gli urlavano ‘Parti, vai!’, e quello è partito investendo il nostro aderente”.

Diversa la ricostruzione della dinamica dei fatti riferita dalle autorità, secondo alcune fonti confermata anche dalle registrazioni delle telecamere di sicurezza

“Escludiamo categoricamente che qualche preposto della Gls abbia incitato l’autista a partire. Davanti ai cancelli in quel momento non vi era alcuna manifestazione di protesta o alcun blocco da parte degli operai, che erano ancora in attesa di conoscere l’esito dell’incontro tra la rappresentanza sindacale e l’azienda. Allo stato attuale delle indagini riteniamo che l’autista non si sia accorto di aver investito l’uomo che è stato visto correre da solo incontro al camion che stava facendo manovra”, ha spiegato il procuratore capo di Piacenza.

Una versione dei fatti che ha indignato il sindacato Usb: “Ammazzateci tutti è il grido dei lavoratori della logistica di Piacenza. Un nostro compagno, un nostro fratello è stato assassinato durante il presidio e lo sciopero dei lavoratori della SEAM, ditta in appalto della GLS questa notte davanti ai magazzini dell’azienda. Il gravissimo fatto è l’epilogo di una serata di gravi tensioni, la USB aveva indetto un’assemblea dei lavoratori per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato”, ha risposto il sindacato in una nota.

L’autopsia sul corpo dell’egiziano, che lascia orfani cinque figli, è stata disposta per accertare la compatibilità delle lesioni con la ricostruzione degli eventi.

Sulla tragedia è intervenuto anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha retwittato il messaggio del viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova: “Non doveva accadere, vicina alla famiglia operaio deceduto. Responsabilità non restino impunite, nessuno può morire manifestando”.

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