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Di Battista
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Com’è cambiato il parlamento spagnolo rispetto alle elezioni del 2015

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Due grafici mostrano come sono cambiati i seggi del congresso e del senato spagnolo rispetto alle elezioni del 20 dicembre 2015

Il Partito popolare di Mariano Rajoy ha nuovamente vinto le elezioni con più di 7 milioni di voti (33 per cento circa), ottenendo 137 seggi, senza però raggiungere la maggioranza assoluta di 176 seggi, necessaria per formare un esecutivo senza coalizioni. 

Rispetto alle elezioni del dicembre 2015, i popolari ottengono 15 seggi in più alla camera e 6 in più al senato. 

I socialisti del Psoe di Pedro Sanchez, invece, hanno ottenuto il peggior risultato della storia del partito: persino peggiore di quello dello scorso anno, con 85 seggi rispetto ai 90 di sei mesi fa alla camera e 43 rispetto a 47 al senato. 

Il Partito socialista spagnolo rimane comunque stabile al secondo posto. Il sorpasso della coalizione Unidos Podemos non si è verificato e la coalizione di sinistra retrocede ma ottiene 2 seggi in più rispetto ai 69 del dicembre 2015.

Al quarto posto gli arancioni di Albert Rivera, il cui partito Ciudadanos ottiene solamente 32 seggi, otto in meno rispetto alla scorsa legislatura.  

I risultati si mantengono quasi invariati rispetto a quelli del primo giro, anche se il rafforzamento dei popolari non lascia indifferenti. Nessuna delle combinazioni tra partiti offre una maggioranza assoluta per governare: l’unica sarebbe quella tra il PP e il PSOE, un accordo molto difficile da raggiungere, soprattutto per via degli attriti tra i leader dei due partiti. 

Ecco i grafici che mostrano come è cambiato il parlamento rispetto alle elezioni di sei mesi fa: 

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