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Nuove minacce di morte al giornalista Paolo Borrometi: “Ti manca poco”

Il giornalista d’inchiesta ha denunciato gli affari di Cosa Nostra nella Sicilia orientale nel libro “Un morto ogni tanto”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 23 Gen. 2019 alle 19:09 Aggiornato il 23 Gen. 2019 alle 19:26
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Immagine di copertina

Una lettera contenente minacce di morte indirizzata a Paolo Borrometi è stata recapitata alla redazione di Tv2000, l’emittente della Cei con cui il giornalista collabora.

“Picca n’ai” è la scritta composta da ritagli di giornale che compare sulla missiva. Una frase che in dialetto siciliano vuol dire “manca poco”.

La lettera di minacce “è stata subito consegnata agli inquirenti che l’hanno valutata molto seriamente e hanno già avviato le indagini del caso”, si legge in una nota di Tv2000.

“A Paolo, che già da anni vive sotto scorta, va la solidarietà e l’affetto della direzione di Tv2000, del consiglio di amministrazione di Rete Blu e di tutti i dipendenti della emittente. Siamo convinti che il modo migliore di rispondere a questa nuova grave e vile intimidazione è continuare ad essergli vicini nel suo lavoro giornalistico di denuncia della mafia e di racconto della realtà positive che la contrastano nei diversi ambiti della società”.

Solidarietà al giornalista arriva dal Movimento 5 Stelle e dal Partito democratico.

“Al giornalista Paolo Borrometi, ancora una volta minacciato da vigliacchi che si nascondono dietro lettere anonime, va tutta la nostra vicinanza e un appello: andiamo avanti insieme nella battaglia senza quartiere per affermare ovunque la legalità”, scrivono i parlamentati pentastellati della commissione antimafia.

“Solidarietà al giornalista Paolo Borrometi, vittima di un’ennesima minaccia di stampo mafioso, a nome di tutto il Gruppo parlamentare. Lo ringraziamo per continuare a raccontare senza paura”, dice Alessia Rotta, vicepresidente dei deputati Pd.

Anche Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali, ha espresso solidarietà verso il giornalista: “Solo qualche settimana fa eravamo insieme nella tua città, a Modica, tra una folla di persone, tra cui tantissimi ragazzi, a dirti che siamo dalla stessa parte. Vorrei sentissi adesso quello stesso calore. Grazie per il tuo coraggio e per non aver mai pensato di rinunciare a raccontare la verita’: nessuna intimidazione potra’ fermarti e fermarci!”. Al fianco del giornalista anche la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ucsi Sicilia.

Chi è Paolo Borrometi

Paolo Borrometi è collaboratore dell’Agenzia Agi, direttore del giornale online “La Spia” e presidente nazionale di Articolo21. Vive sotto scorta dal 2014 a seguito di un’aggressione e del tentativo di incendiare la sua casa a Modica, e da qualche mese è ospite fisso una volta a settimana del programma “L’Ora Solare”, trasmesso su Tv2000, in cui parla dell’Italia che non si piega alla mafia.

Le sue inchieste hanno contribuito allo scioglimento per mafia di due comuni siciliani: Scicli e Vittoria. Il giornalista ha ripercorso le sue inchieste e le minacce ricevute nel libro “Un morto ogni tanto” (Solferino), uscito a ottobre 2018, in cui ha rivelato anche altri collegamenti tra mafia e politica in Sicilia.

Per le minacce di morte che Borrometi ha ricevuto, i Tribunali di Ragusa e Siracusa hanno condannato, in diversi processi, tre capimafia delle cosche locali. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito al giornalista il 21 dicembre del 2015, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

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