Orge in canonica, il vescovo perdona l’ex confessore di Belen Rodriguez coinvolto nello scandalo

Di Marco Nepi
Pubblicato il 8 Mar. 2019 alle 11:20 Aggiornato il 8 Mar. 2019 alle 11:29
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Immagine di copertina

Don Roberto Cavazzana, sacerdote padovano coinvolto nello scandalo delle “orge in canonica” organizzate da don Andrea Contin tra il 2016 e il 2017, è stato perdonato dalla diocesi e nei prossimi mesi verrà reintegrato nel servizio ministeriale.

A riportare la notizia sono state diverse testate locali e nazionali, tra cui Il Giornale, secondo cui l’annuncio è arrivato direttamente dal vescovo di Padova Claudio Cipolla, in occasione del ritiro d’inizio Quaresima.

Ma cosa è successo esattamente? La vicenda risale agli anni 2016 e 2017, quando don Contin (oggi tornato allo stato laicale) venne accusato di aver organizzato dei festini con uomini e donne nella parrocchia di San Lazzaro a cui avrebbero partecipato anche Roberto Cavazzana, ex prete di Carbonara di Rovolon, in provincia di Padova, non indagato dalla Procura, ma ascoltato come persona informata dei fatti.

Cavazzana, anche noto per essere stato il confessore della showgirl argentina e star dei social Belen Rodriguez, a seguito dello scandalo che fece tantissimo rumore ha vissuto per più di un anno in una comunità religiosa, compiendo un percorso di “revisione” personale sulla sua vocazione.

A fine estate poi è rientrato in Diocesi, ma prima di essere reintegrato gli è stato richiesto di prestare servizio di volontariato per un anno, celebrando funzioni religiose solo in privato e vivendo in maniera molto riservata. Il tutto continuando a partecipare ai seminari di spiritualità e di formazione del clero e proseguendo il percorso di accompagnamento. Una volta terminato questo percorso don Roberto Cavazzana verrà nuovamente assegnato a una parrocchia.

“Con la sua leggerezza ha suscitato disagio, smarrimento, sofferenza e interrogativi tra i fedeli e nelle nostre comunità”, le parole di Monsignor Claudio Cipolla che ha poi detto di aver perdonato il sacerdote “come padre” e di aver previsto “un ulteriore percorso penitenziale”. “Umanamente restano incertezze, ma a tutti vorrei dire che la Misericordia del Signore supera tutte le nostre paure e considerazioni”, ha concluso il monsignore.

E Cavazzana? Oltre al percorso ha voluto chiedere scusa: “Chiedo perdono delle parole, dei gesti e di ciò che nella vita ho sbagliato, chiedo perdono se in certi frangenti della mia vita non sono stato vero e di aver ferito la Chiesa”.

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