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Migranti, Salvini: “Giusto che Di Maio parli, ma in materia di migranti decido io”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 6 Gen. 2019 alle 09:30
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“In Italia non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io”, ha detto Salvini in un’intervista al quotidiano il Messaggero.

“Io lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel Mediterraneo. L’Italia  stata troppo a lungo un porto aperto, mentre l’Europa se ne infischiava dei migranti e ci derideva. Ora basta”, specifica il ministro in piena crisi Sea Watch.

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“Non si possono fare concessioni sui principi e il principio è che qui, se non attraverso i corridoi umanitari e in maniera controllata e legale, non entra più nessuno. Questa  la linea e non si cambia”.

Il leader della Lega sottolinea che queste parole non indicano alcuna crisi di governo all’orizzonte.”Quella con Di Maio è una coabitazione che funziona. E sono contento che sia tornato Di Battista dalla sua vacanza, cosi’ ci da’ una mano. Ognuno dice la sua ma intanto facciamo tante cose insieme, e più di quelli che ci hanno preceduto”, specifica ancora.

“Non c’ niente di male ad avere qualche opinione diversa, questa è la politica. Da solo non sarei riuscito a fare quello che stiamo facendo insieme ai 5Stelle”, dice ancora Salvini.

E non manca un commento sulle polemiche che hanno investito nei giorni scorsi il decreto sicurezza, dopo le proteste di alcuni sindaci. “Per qualcuno che protesta, invece di amministrare le proprie città, ce ne sono molto altri, la maggioranza, e di ogni colore politico, che con molto realismo e buon senso ha capito che si tratta di provvedimenti capaci di rendere più facile il loro lavoro e più sicura la vita di tutti. Solo chi è prevenuto non lo sa”.

Salvini specifica che non ha intenzione di incontrare i sindaci “dissidenti” insieme al premier Conte: “Non si può parlare con chi non conosce la materia. Si vede che alcuni sindaci, al contrario di tanti altri, non hanno letto il decreto. Sennò non direbbero quello che dicono”.

Gli “attriti” con di Maio non finiscono qui. Sul taglio dello stipendio dei parlamentari, indicato dall’altro vicepremier, Salvini dice: “Quella una priorità? Di priorità ce ne sono almeno 50. Per me il lavoro è la grande priorità. E la prima cosa da fare adesso, quella che poi mi sta a cuore insieme alla legittima difesa, sono i decreti per smantellare la legge Fornero, cioè per restituire a milioni di italiani il diritto alla pensione e al lavoro”.