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Migranti in rivolta per la morte di una ragazza in un centro d’accoglienza vicino Venezia

Venticinque operatori rimasti bloccati nell'edificio a Cona sono stati liberati dopo un intervento delle forze dell'ordine

Di TPI
Pubblicato il 3 Gen. 2017 alle 07:59
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Immagine di copertina

È finita in rivolta la protesta scoppiata lunedì 2 gennaio in un centro di prima accoglienza a Cona, in provincia di Venezia, dopo la morte di una ragazza di 25 anni originaria della Costa d’Avorio a causa di un malore.

I migranti hanno denunciato il ritardo nei soccorsi e hanno dato alle fiamme alcuni mobili del centro, un’ex base missilistica dove ora vivono circa mille migranti.

A causa dei disordini 25 operatori si sono barricati in alcuni container del centro e sono stati liberati a tarda notte dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Non si registrano feriti.

La giovane ivoriana deceduta è Sandrine Bakayoko, arrivata a Cona quattro mesi fa con il fidanzato, dopo un viaggio in gommone attraverso il mediterraneo. Si era sentita male all’alba di ieri, ma il compagno l’ha trovata priva di sensi soltanto intorno a mezzogiorno. Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, che cita il fidanzato, la ragazza stava male da giorni.

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