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Merkel: “L’Italia è stata lasciata sola” nell’accoglienza dei migranti

Immagine di copertina
Angela Merkel

In un'intervista al quotidiano tedesco Fas, la cancelliera ammette che dopo la caduta del regime di Gheddafi l'Italia ha dovuto affrontare da sola i problemi legati ai flussi migratori provenienti dalla Libia e non solo

“La sicurezza delle frontiere, la politica di asilo comune e la lotta alle ragioni dell’esodo dei migranti sono la vera questione esistenziale per l’Europa”.  Queste le dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel in un’intervista alla Fas, l’edizione domenicale del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Secondo la cancelliera è necessario unificare il sistema di accoglienza europeo e ha sottolineato che “parte dell’insicurezza in Italia ha la sua origine proprio dal fatto che gli italiani, dopo il crollo della Libia, si sono sentiti lasciati soli, nel compito di accogliere così tanti migranti”.

“Abbiamo bisogno di un sistema comune dell’asilo e misure comparabili nella decisione su chi rimane e chi no”, ha detto Angela Merkel.

Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, deve diventare “nel medio periodo una vera polizia di frontiera con competenze europee”, ha continuato la cancelliera tedesca, mentre “nel lungo periodo dovrà esserci un ente europeo per l’asilo”.

Frontiere e politiche di accoglienza saranno al centro della riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione europea che si terrà a Lussemburgo martedì. Matteo Salvini, neo ministro dell’Interno, non sarà presente, perché lo stesso giorno si vota la fiducia al governo Conte.

Durante il summit i ministri discuteranno anche la riforma di Dublino,  il sistema d’asilo vigente in Europa e che stabilisce l’assegnazione dei migranti al paese di primo arrivo.

La politica attuale in materia di accoglienza pesa soprattuto sugli Stati del Mediterraneo come Italia e Grecia, i paesi che registrano il più alto numero di sbarco di migrati.

Tra i paesi che più di tutti premono per una riforma del regolamento di Dublino ci sono i membri del gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), contrari alla spartizione dei migranti.

Anche Matteo Salvini ha espresso oggi, 3 giugno, il suo pensiero in materia di accoglienza: “Il governo italiano dirà no alla riforma del regolamento di Dublino e a nuove politiche di asilo, occorre ricontrattare in Ue”.

Sulla stessa linea della cancelliera Merkel si è espresso anche il commissario europeo per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici.

“Salvini da domani sarà il segretario del suo partito ma sarà anche un ministro e dovrà cercare soluzioni comuni con i suoi partner. Dobbiamo essere consapevoli che i fenomeni migratori necessitano una risposta comune. Possiamo rispondere tutti insieme alle sfide migratorie. L’integrazione può riuscire”, ha commentato Pierre Moscovici.

“Ci sono quelli che devono essere accolti e integrati e quelli che non hanno il loro posto nel nostro continente ma anche questo deve essere oggetto di risposte umane. Anche questo dobbiamo farlo insieme”, ha continuato Moscovici.

“Dobbiamo essere consapevoli che le risposte puramente nazionali su questo fenomeno non esistono. L’Italia ha sentito la mancata solidarietà dei partner nella crisi migratoria ma la parola importante è solidarietà. Quindi bisogna costruire risposte solidali e umane e farle insieme”.

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