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Ragazzo ricoverato per meningite dopo un convegno alla Camera: scatta la profilassi a Montecitorio

Di Redazione TPI
Pubblicato il 29 Gen. 2019 alle 08:35 Aggiornato il 29 Gen. 2019 alle 08:41
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Immagine di copertina

Un ragazzo è stato ricoverato per “sospetta meningite” subito dopo aver preso parte a un convegno che si è tenuto lo scorso 25 gennaio a Montecitorio al quale erano presenti, tra gli altri, il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

A riportare la notizia sono l’AdnKronos e RaiNews che spiegano come, immediatamente, sia scattata la profilassi “antimeningite” a Montecitorio per tutti i partecipanti al convegno sulla Shoah dello scorso 25 gennaio.

> Cos’è la meningite, quali sono i sintomi e come si riconosce e previene

In una comunicazione, che è stata recapitata a tutti i presenti, l’Amministrazione della Camera ha scritto di essere stata informata che all’iniziativa “Trasmettere e insegnare la Shoah è impossibile?” che si è tenuta presso la nuova Aula dei gruppi il 25 gennaio “ha partecipato un ragazzo che successivamente è stato ricoverato per meningite meningococca”.

In ogni caso il Dipartimento di Prevenzione Uoc Servizio Igiene e Sanità Pubblica della Asl Roma 1, competente per territorio, “ha fatto presente che, in considerazione dei tempi e delle modalità di svolgimento dell’evento, il rischio per coloro che erano presenti di aver contratto l’infezione, e quindi la malattia, è basso”. Nessun allarme, quindi.

Ma, come indicano i protocolli in materia, in via precauzionale tutti coloro che hanno partecipato all’evento sono stati invitati a seguire le misure di profilassi indicate dal ministero della Salute, che prevedono “l’assunzione di alcuni farmaci e l’attenzione all’eventuale comparsa di febbre e/o mal di testa persistente nei 10 giorni successivi alla partecipazione all’evento”.

Esclusa comunque la possibilità che “i partecipanti possano, a loro volta, aver trasmesso l’eventuale infezione alle persone con cui sono entrati in contatto”. Secondo quanto indicato dal medico competente della Camera dei deputati, e riportato da Il Messaggero “non vi è alcun rischio per gli eventuali contatti dei contatti, e pertanto, non è richiesto, nemmeno in via precauzionale, alcun intervento”.

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