Matteo Renzi: torno a Pontassieve

L'ex premier torna a casa da cittadino comune: il messaggio su Facebook, tra trattative coi figli e l'amarezza per la bocciatura della riforma costituzionale

Di TPI
Pubblicato il 11 Dic. 2016 alle 14:18
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Immagine di copertina

“Torno a Pontassieve, come tutti i fine settimana”, comincia così l’ex premier dimissionario Matteo Renzi che affida a Facebook le prime parole dopo il rientro a casa da cittadino comune. “Solo che stavolta è diverso. Con me arrivano scatoloni, libri, vestiti, appunti. Torno a casa davvero”

Non è stato facile fare i bagagli, Renzi non lo nasconde: “Ho sofferto a chiudere gli scatoloni ieri notte, non me ne vergogno: non sono un robot”.

Ricorda le vittorie, ma non dimentica l’amarezza per la sconfitta che lo ha spinto a lasciare: “Certo c’è l’amaro in bocca per ciò che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all’Italia, non al Governo. Ma quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l’Italia”.

“Torno semplice cittadino”, prosegue Renzi. “Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l’immunità. Riparto da capo, come è giusto che sia”.

Infine, un accenno ironico e affettuoso al ritorno alla vita normale, alla vita familiare: “Nei prossimi giorni sarò impegnato in dure trattative coi miei figli per strappare l’utilizzo non esclusivo della taverna di casa: più complicato di gestire la maggioranza”.

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