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Milano, il consiglio comunale apre la strada alla cittadinanza onoraria a Domenico Lucano

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Da giovedì 20 dicembre Matteo Lucano e Domenico Salvini sono (quasi) concittadini. Così è stata accolta, da sinistra, la notizia che il Consiglio comunale di Milano ha approvato l’ordine del giorno che invita il sindaco e la Giunta a conferire la cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano.

Il sindaco di Riace cittadino di Milano. Basta questa frase per capire quante polemiche sono destinate a scoppiare, soprattutto considerando che – per tutti – la “notizia” è che Lucano e Salvini saranno concittadini. Siamo tra la beffa e la sfida nei confronti del ministro dell’Interno.

La prima scintilla è arrivata da Alessandro De Chirico, vice capogruppo in Consiglio comunale di Forza Italia, che accusa la sinistra di “arroganza” e di non aver aspettato che la giustizia facesse il suo corso. “Senza nemmeno aspettare la sentenza con cui i giudici stabiliranno se Mimmo Lucano è o non è degno di diventare cittadino onorario di Milano, la sinistra che governa la città ha deciso di farne un martire” dice De Chirico.

“Nulla di cui sorprendersi, sono gli stessi che vorrebbero regolarizzare occupanti abusivi e moschee irregolari nel nome di una loro personalissima interpretazione della legge. Stretti parenti di quelli che hanno dedicato un’aula del Senato a uno che lanciava estintori contro i Carabinieri senza rassegnarsi al fatto che” conclude De Chirico “negli ultimi anni, gli italiani le loro idee le hanno condannate ogni volta che sono entrati in una cabina elettorale”.

Nessun commento, invece, da parte di Domenico Lucano sulla questione. Nel giorno del voto di Milano il sindaco di Riace era a Catanzaro, a un incontro con gli studenti di alcuni istituti superiori di Catanzaro. E non ha risparmiato critiche alla stessa “sinistra”, sottolineando come “la problematica di Riace nasce con il governo precedente a quello attuale”. “Sono accusato di aver fatto matrimoni per agevolare gli immigrati bypassando la legge e facendo escamotage.

Penso di aver fatto tutte le cose regolarmente e comunque” ha aggiunto Lucano “era il periodo in cui era stato approvato il decreto chiamato Minniti-Orlando che penalizzava le ragazze nigeriane nel loro riconoscimento, e queste persone rischiavano di tornare a essere invisibili”.

Quello che Lucano chiama “il mio disegno” era “volto salvare le persone dalla clandestinità, e comunque non è sempre meglio questo rispetto a quanto fatto all’epoca dal governo italiano, che ha preso accordi con i capiclan della Libia per confinare le persone in veri e propri lager?”.

Lucano ha poi osservato: “La problematica di Riace nasce proprio con quel governo. Il ministro dell’Interno non ha detto una parola ma sapeva tutto, e lui si è reso responsabile di quella situazione, perché, a parte la legge Minniti-Orlando, si sono fatti quegli accordi per poi poter dire, per propaganda elettorale, che si erano ridotti i numeri degli arrivi”.

“Quella politica” ha spiegato Lucano “ha rincorso la peggiore parte di Salvini, salvo che poi, dopo un anno, dopo che non è più nulla, per recuperare spazi, ha detto di essere dalla parte del sindaco di Riace e del modello Riace. All’epoca se non c’era niente di grave, doveva per forza saperlo, e come mai adesso dice di essere dalla nostra parte?”.

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