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La regina del vino calabrese

I vini della donna italiana Lidia Matera hanno ricevuto un importante riconoscimento al Decanter World Wine Awards, uno fra i più importanti concorsi vinicoli al mondo

Di TPI
Pubblicato il 27 Mag. 2015 alle 13:41
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Immagine di copertina

Quando Lidia Matera prese le redini dell’azienda vinicola di famiglia, nel 1990, la sua fu considerata una decisione azzardata. Nella Calabria di quegli anni, i pregiudizi verso le donne erano ancora fortemente radicati.

“Una donna imprenditrice qui viene difficilmente considerata come un caposquadra”, ha raccontato Matera al Sole 24 ore. “Quando mi dicevano che quello che chiedevo io non si poteva fare, li mettevo di fronte all’evidenza: facevo tutto da sola, pretendendo però che mi guardassero”.

Anche se il settore vinicolo è ancora dominato dagli uomini, Matera non è l’unica donna. Oggi in Italia il 30 per cento delle aziende vinicole è sotto la guida di donne e il 70 per cento di queste produce vini di alta qualità (Doc, denominazione di origine controllata, e Docg, denominazione di origine controllata e garantita).

La determinazione di Matera è stata ripagata con successo. La scorsa settimana, alla dodicesima edizione del Decanter World Wine Awards, uno fra i più importanti concorsi vinicoli al mondo, Matera ha vinto due medaglie di bronzo per i suoi vini rossi Cariglio e Ipazia.

La sua azienda vinicola, la Tenuta Terre Nobili, si trova in provincia di Cosenza e si estende per 36 ettari. Matera studiò scienze agrarie a Bologna ma ritornò in Calabria negli anni Novanta, in seguito alla morte del padre.

Matera rivoluzionò l’azienda di famiglia, utilizzando le moderne tecniche vinicole apprese durante i suoi studi. Tra queste, la vendemmia notturna, che permette di mantenere meglio gli aromi dell’uva. Grazie alla temperatura più bassa nel momento del raccolto e del trasporto, si evita la fermentazione del frutto prima della pressatura.

Negli ultimi vent’anni, la produzione della Tenuta Terre Nobili è cresciuta da 8mila a 80mila bottiglie all’anno.

“Siamo ancora piccoli, ma non vogliamo sacrificare la qualità del prodotto”, ha detto Matera al Sole 24 ore. “Ho contenuto i prezzi e scelto le bottiglie più belle: volevo che il mio vino fosse bevuto, circolando nelle enoteche e nella media e alta ristorazione”.

Nel 2012 il vino Alarico di Matera è arrivato secondo alla rassegna Sense of Wine di Roma e, nello stesso anno, il suo Santa Chiara del 2010 ha ricevuto l’Encomio particolare al Decanter World Wine Awards.

“Sono fiera del mio percorso”, spiega Matera. “È stata una scelta d’amore verso un progetto che condividevo con mio padre. Ho avuto il coraggio di sognare come lui mi ha insegnato”.

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