7 anni fa la Lega voleva vendere la Sardegna per risanare il debito pubblico italiano

Di Laura Melissari
Pubblicato il 26 Feb. 2019 alle 12:34 Aggiornato il 26 Feb. 2019 alle 12:35
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2012-2019. Sono passati appena 7 anni, ma sembra passata un’era geologica. Era il 2012 quando la Lega, tramite il suo esponente Borghezio, proponeva all’allora presidente del Consiglio Mario Monti di vendere la Sardegna, insieme a Sicilia e Campania. Le dichiarazioni strappano un sorriso oggi, all’indomani dell’elezione del primo presidente leghista della storia della regione sarda, Christian Solinas.

“Inutile negare che la mafia in Sicilia e la camorra in Campania sono saldamente radicate nel territorio, quindi una soluzione potrebbe essere che Monti la venda a uno stato estero o a qualche miliardario visto che non si riesce ad estirpare il malaffare troppo radicato. Nonostante i numerosissimi siciliani e campani onesti non c’è speranza”, aveva detto l’europarlamentare.

“Fossi in Monti metterei sul mercato anche Napoli e la Sardegna. Con quei soldi potremmo alleggerire il nostro debito che, tra l’altro, mica l’han fatto gli operai della Fiat o i piccoli imprenditori del Veneto o del Nord est. L’hanno fatto loro, con le loro pensioni facili di invalidità, con gli amici politici, con le loro mafie, il loro assalto alla diligenza, le loro finanziarie che ogni anno spolpavano un po’ di più le casse dello Stato. E naturalmente Roma ladrona, che ha coperto tutto questo danneggiando la gente onesta del sud. Soprattutto, chiudendo le speranze alle giovani generazioni del sud”, continua il leghista.

La frase arriva durante il talk show KlausCondicio, condotto da Klaus Davi su You Tube.

Borghezio aveva definito “completamente improduttive” queste regioni italiane, una “palla al piede che appesantisce il nord”.

E Borghezio, in una replica in cui chiarisce cosa intendeva dire, peggiora la sua situazione: “Non ho inteso confondere la Sardegna con la Sicilia e la Campania e mi scuso per questo accostamento”.

La sua voleva essere una “provocazione arguta che vuole risvegliare i sentimenti indipendentisti dei sardi, che io ammiro. L’augurio più bello che posso fare è che l’Isola si stacchi da quest’Italia di m…”.

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