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L’abolizione del cognome paterno

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La proposta di legge adegua il nostro ordinamento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo

La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge che abolisce l’obbligo del cognome paterno per i figli.

Il testo dovrà ora passare all’esame del Senato. Se approvato, il disegno di legge prevede che i genitori potranno decidere quale cognome assegnare ai figli: quello della madre, quello del padre o il doppio cognome, secondo quanto decidono insieme i genitori.

Se non c’è accordo, il figlio avrà il cognome di entrambi in ordine alfabetico. Per i figli nati fuori dal matrimonio e risconosciuti dai due genitori, il principio è lo stesso. In caso di riconoscimento tardivo da parte di un genitore, il cognome si aggiunge solo con il consenso dell’altro (e dello stesso minore se quattordicenne).

Il principio della libertà di scelta, con qualche aggiustamento, vale anche per i figli adottati. Il cognome (uno soltanto) da anteporre a quello originario è deciso concordemente dai coniugi.

Stesso discorso vale per i figli adottati: i genitori potranno scegliere quale dei loro cognomi da assegnargli, in aggiunta a quello originario.

In tutti i casi, qualora mancasse l’intesa tra i genitori, si procede con l’assegnazione d’ufficio dei due cognomi dei genitori in ordine alfabetico. Chi ha il doppio cognome può trasmetterne al figlio soltanto uno, a sua scelta.

Infine, se il maggiorenne che ha solo il cognome paterno o materno, potrà aggiungere quello dell’altro genitori.

Il voto alla Camera, avvenuto a scrutino segreto, ha visto visto 239 sì e 92 no. Gli astenuti sono stati 69. Hanno votato a favore Pd, Sel, Led e Scelta Civica. Hanno votato contro Lega, Fdi, Per l’Italia e Ncd; Il M5S si è astenuto.

La proposta di legge adegua il nostro ordinamento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 7 gennaio scorso.

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