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Quanto è green l’Italia?

Quante sono le aree protette in Italia? Come siamo messi con la raccolta differenziata? E il verde urbano? Le energie rinnovabili sono sfruttate? Otto grafici rispondono

Di TPI
Pubblicato il 7 Set. 2016 alle 11:55
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Immagine di copertina

Quanto è green l’Italia? Una serie di grafici analizzano alcune diverse tematiche ambientali: la presenza di aree protette, i rifiuti e la raccolta differenziata, le energie rinnovabili, il verde urbano, la mobilità e il consumo di acqua. Il quadro che ne emerge è sostanzialmente positivo. Ecco nel dettaglio ciascun aspetto: 

AREE PROTETTE – Le aree protette terrestri della Rete Natura 2000 nel 2015 coprono il 19,3 per cento della superficie nazionale, corrispondente a un’estensione di circa 58 mila chilometri quadrati. Le aree marine protette il 3,8 per cento della superficie delle acque territoriali (5.811 chilometri quadrati). Il numero di siti totali è pari a 2.589, con un’estensione media (terrestre e marina) per sito di circa 24,7 chilometri quadrati. Rispetto al 2014 il numero di aree protette è rimasto invariato, mentre è aumentata la superficie delle aree marine, in particolare quelle del Lazio. Natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. Nel 2015 l’Italia registra una percentuale di superficie terrestre sottoposta alla tutela della Rete Natura 2000 superiore a quella media comunitaria (nell’ordine 19,3 e 18,1 per cento) ed è al dodicesimo posto tra i paesi membri Ue. Regno Unito e Danimarca mostrano le quote più basse di territorio sottoposto a tutela.

RACCOLTA DIFFERENZIATA – La produzione dei rifiuti rappresenta una delle problematiche ambientali con impatti immediati sulla vita quotidiana. La raccolta differenziata è un fattore strategico per la corretta gestione dei rifiuti: nel 2014 è raggiunto con sei anni di ritardo l’obiettivo del 45 per cento previsto dalla normativa nazionale per il 2008.

ENERGIE RINNOVABILI – Nell’ambito della strategia europea per la promozione della crescita economica sostenibile, lo sviluppo delle fonti rinnovabili rappresenta un obiettivo prioritario per tutti gli Stati membri. Secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/28/CE, nel 2020 l’Italia dovrà coprire il 17 per cento dei consumi finali di energia mediante fonti rinnovabili. Per quanto riguarda il solo settore elettrico, nel 2014 complessivamente la produzione lorda elettrica da fonti rinnovabili è aumentata ed è cresciuta anche la sua incidenza sul consumo interno lordo di energia elettrica. In particolare, la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili è pari al 37,3 per cento e presenta un incremento di 3,6 punti percentuali rispetto al 2013.

VERDE URBANO – Nel 2014, il verde urbano rappresenta il 2,7 per cento del territorio dei capoluoghi di provincia (oltre 567 milioni di metri quadri). Ogni abitante dispone mediamente di 31,1 metri quadri di verde urbano. Le disponibilità più elevate si rilevano tra le città del Nord-est (50,1 metri quadri), più che doppie rispetto a quelle del Centro, del Nord-ovest e delle Isole. La media del Sud (42,5 metri quadri per abitante) è “falsata” per le elevate disponibilità dei capoluoghi lucani. Gli orti urbani, sono in continua crescita nelle città, attivati in 64 amministrazioni nel 2014. 


MOBILITÀ – sono in forte crescita i servizi di mobilità condivisa: il bike sharing è presente in 60 città con più di 11 mila biciclette (il doppio del 2011). Il car sharing è in 23 città con oltre 4 mila veicoli. Nel 2014 sono 105 i capoluoghi di provincia che dispongono di piste ciclabili, contro gli 89 del 2008. Negli ultimi due anni non si registrano nuovi ingressi in questo gruppo, ma 55 città hanno accresciuto la propria dotazione, portando il valore medio nazionale a 19,4 chilometri di piste ogni 100 chilometri quadrati di superficie comunale (18,1 del 2012). Scende, inoltre, il numero di città con meno di cinque chilometri di piste (da 24 a 17, concentrate al sud), mentre salgono da 24 a 26 quelle con più di 50. 

CONSUMO DI ACQUA – negli ultimi anni si è assistito a una costante riduzione dei dei consumi di acqua dovuta alla maggiore attenzione dei cittadini nell’utilizzo della risorsa idrica. Tra i 18 comuni con i consumi pro capite più elevati, in testa Lodi e Catania, rispettivamente con circa 240 e 230 litri al giorno. Tra i grandi Comuni, i consumi pro-capite giornalieri di acqua potabile superano i 200 litri a Milano, Roma, Catania e Messina. Negli altri grandi comuni la tendenza è verso la diminuzione, soprattutto a Firenze. 

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