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Scuola, la denuncia di una mamma a TPI: “Se non sei un genitore classico non puoi iscrivere tuo figlio”

Nel modulo online del MIUR per l'iscrizione a scuola non sono contemplati i genitori terzi: le famiglie cambiano, le istituzioni restano indietro

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 8 Gen. 2019 alle 14:14 Aggiornato il 8 Gen. 2019 alle 18:18
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Immagine di copertina

Da qualche anno, le iscrizioni degli alunni alle scuole primarie e secondarie si possono fare solo online. Per l’anno scolastico 2019/2020 la procedura è aperta dal 7 al 31 gennaio. I genitori devono accedere al modulo dal sito del ministero dell’Istruzione (MIUR) e prepararsi ad una lunga e complicata trafila. Il problema? Non tutte le tipologie di genitori possono iscrivere i bambini.

La denuncia – Barbara Cano è una mamma e si è trovata bloccata davanti al form di iscrizione: “Nel compilare la domanda del MIUR riguardante l’iscrizione di mia figlia alla voce ‘grado di parentela’ sono previsti soltanto tre tipi di grado: genitore, tutore e affidatario. La mia famiglia non è prevista dal Ministero dell’Istruzione?”.

La verifica – Abbiamo così controllato in prima persona, fingendoci genitori ed effettuando la registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Vengono chiesti il codice fiscale, il codice della scuola ed elementi di residenza e riguardanti la composizione del nucleo familiare.

I genitori tagliati fuori – La denuncia della mamma che non era riuscita a concludere l’iscrizione risulta fondata: quando si arriva al punto del modulo in cui viene chiesto il ruolo all’interno della famiglia di chi sta iscrivendo il futuro studente, sono previsti solamente “genitore, tutore a affidatario”. E i genitori cosiddetti “terzi”? Quelli che educano i figli anche se non sono figli di sangue? Non pervenuti.

Le istituzioni non seguono il paese reale – “Mi domando: mio marito, che è genitore sociale, quale dei tre rappresenta?”. La signora Cano, avvocato, è rimasta indignata e perplessa davanti all’organizzazione del sito del MIUR. “La mia è una riflessione, in un’epoca dove si parla tanto di famiglia allargata – continua la madre – per compilare la domanda mi sono informata via internet e non è prevista la figura del genitore sociale”.

Chi è il genitore sociale – La definizione, da vocabolario, parla di “Chi si assume il compito di curare la crescita e l’educazione di un figlio che non ha generato”. Quindi ogni persona, con nessuna altra motivazione se non quella di poter conoscere la verità che concerne la sua nascita, ha il diritto di disconoscere un eventuale genitore sociale, ma non naturale, e il diritto di ottenere il riconoscimento giudiziale della sua autentica genitorialità naturale.

O sei un genitore classico, o non fai l’iscrizione – In Italia, secondo i dati ISTAT, le famiglie allargate sono più di mezzo milione. Il nucleo ‘padre e madre sposati e figli al seguito’ è radicalmente cambiato: ci sono genitori separati che hanno ricreato una famiglia, famiglie mono genitoriali e famiglie con parenti omosessuali. Il MIUR sembra non accorgersi di queste trasformazioni in atto. Almeno a giudicare dal modulo di iscrizione a scuola.

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