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Sesso a Palazzo Chigi: un centralinista registra gli incontri hot di due amanti e finisce nei guai

Un dipendente del centralino del Consiglio dei ministri finisce alla sbarra con l'accusa di tentata estorsione e installazione di apparecchiature atte a intercettare conversazioni telegrafiche o telefoniche

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 22 Gen. 2019 alle 17:31
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Immagine di copertina

Ha registrato un incontro di sesso di due colleghi per ricattarli e fare in modo che lasciassero il lavoro. Questa è l’accusa che pende sulla testa di un centralinista della presidenza del Consiglio di 51 anni. I reati contestati all’uomo sono quelli di tentata estorsione e installazione di apparecchiature atte a intercettare conversazioni telegrafiche o telefoniche.

La vendetta del 51enne è arrivata in seguito ad alcuni screzi che aveva avuto con i due colleghi sul posto di lavoro. A causa di questi problemi, l’uomo non avrebbe potuto usufruire di alcuni benefit economici che avrebbe avuto se solo si fosse accordato con uno dei due amanti.

Secondo la ricostruzione della procura, il centralinista avrebbe pianificato tutto nel 2017. Allora, una busta anonima viene recapitata a un dipendente del centralino riservato del Consiglio dei ministri. La busta è accompagnata da un messaggio: “Ascolti bene il contenuto audio”.

Il dipendente segue le istruzione e si rende conto che protagonista del file audio è lui stesso. Qualcuno aveva registrato il rapporto sessuale che aveva avuto con un’altra dipendente. L’incontro tra i due sarebbe avvenuto nella sala riservata del centralino di Palazzo Chigi. In quell’area, però, non può essere installata alcuna attrezzatura di registrazione.

Dopo pochi giorni arriva un secondo messaggio, in cui il dipendente legge a chiare lettere le motivazioni per cui il misterioso mittente aveva prodotto la registrazione: “Produca anche lei domanda di trasferimento, sapete le conseguenze”.

I due amanti, però, non si sono piegati al ricatto. Hanno subito segnalato la vicenda al loro superiore, facendo scattare così l’indagine della procura, oltre che dell’ispettorato di pubblica sicurezza di Palazzo Chigi. Anche perché in quell’area è vietato effettuare registrazioni per il timore di carpire conversazioni private tra alte cariche dello Stato.

Il 51enne è stato allontanato da Palazzo Chigi, mentre la coppia continua a lavorare al centralino del Consiglio dei ministri. A maggio l’ex dipendente dovrà presentarsi davanti al giudice monocratico per rispondere dei reati di cui è accusato.

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