Chi sono i giovani della generazione Z e perché il loro potere economico sarà impressionante

Vivono connessi a internet 24 ore su 24 e non ricordano un tempo senza social media. Le agenzie di marketing li studiano per la loro enorme influenza sul mercato

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Dic. 2016 alle 18:32
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Sono nati tra il 1998 e il 2008, vivono utilizzando una connessione internet 24 ore su 24 e non ricordano un tempo senza social media: è la generazione Z, quella composta da ragazzi che oggi hanno meno di 20 anni e che soppianta, a tutti gli effetti, la generazione Y, o più comunemente intesa come generazione dei millennials.

La Ketchum, tra le più grandi agenzie di relazione pubbliche al mondo e presente in oltre 50 paesi, ha condotto nel 2015 uno studio, denominato “Engaging Gen Z”, che inquadra le caratteristiche principali di questo segmento, destinato a rappresentare anche un’importante fetta di mercato per le aziende.

Secondo tale ricerca gli appartenenti alla generazione Z sono oggi circa due miliardi di persone al mondo e hanno un potere di spesa molto elevato: contribuiscono con circa 44 miliardi di dollari all’economia americana, influenzando la spesa delle famiglie per 600 miliardi di dollari. 

Entro il 2020 rappresenteranno il 40 per cento dei consumatori negli Stati Uniti, in Europa e BRIC (Brasile, Russia, India, Cina).

Gli appartenenti alla generazione Zeta sono cresciuti nel momento di massima espansione di internet, di conseguenza vivono in un mondo globalizzato e senza confini spazio-temporali e rispetto ai loro cugini millennials, subiscono maggiormente l’influenza delle pubblicità online .

Un report condotto dall’agenzia newyorkese Deep Focus, che si occupa di ricerche di mercato e dei comportamenti dei consumatori, ha evidenziato alcune particolari caratteristiche che distinguono le due generazioni.

Spicca, ad esempio, le predilezione della generazione Zeta per l’utilizzo di Youtube, rispetto al più diffuso Amazon.com per i millennials. 

Per quanto riguarda il potere della pubblicità di attirare la loro attenzione lo studio evidenzia il modo in cui i brand raggiungono le due diverse fette di mercato:

– Via mail: 43 per cento millennials e 33 per cento per la generazione Z

– Attraverso i social media: 29 per cento millennials e 34 per cento generazione Z

– Pubblicità online: 16 per cento millennials e 28 per cento generazione Z

– Cartellonistica esterna: nove per cento millienials e 14 per cento generazione Z

Sempre secondo tale ricerca, il successo delle pubblicità di catturare l’attenzione è maggiormente legato alla capacità di creare una connessione emotiva con i millennials (31 per cento) rispetto alla generazione Z (20 per cento).

Un dato che Andrea Cornelli, amministratore delegato della Ketchum Italia, spiega così: “Si è individuato il profilo di una generazione che non utilizza le piattaforme di condivisione più tradizionali e che riscopre i valori che i millennials rifiutano”.

“La generazione Zeta – continua l’ad – “vuole essere convinta per ogni scelta che deve compiere, soprattutto per gli acquisti. Il solo brand non basta più, non esiste più la fidelizzazione al marchio e gli acquisti si fanno su piattaforme alternative”.

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