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Chi è Gabriele Micalizzi, il fotografo italiano ferito in Siria

Di Redazione TPI
Pubblicato il 11 Feb. 2019 alle 16:53 Aggiornato il 11 Feb. 2019 alle 16:53
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Immagine di copertina

Sono molti i conflitti passati sotto le lenti di Gabriele Micalizzi, il fotografo italiano ferito a Deir Ezzor, in Siria, dove lavorava per La Stampa e seguiva l’ultima offensiva dei curdi contro l’Isis. Da Sirte a Kobane, dal Donbass ad Atene fino a Il Cairo, Micalizzi ha raccontato i più importanti scenari di crisi degli ultimi anni, affermandosi come uno dei principali reporter italiani.

Trentaquattro anni, milanese, Micalizzi è cresciuto nella periferia di cascina Gobba. Fa parte di “Cesura“, un collettivo e laboratorio di fotografia, basato nella provincia di Piacenza, che ha fondato insieme a Luca Santese e Andrea Rocchelli, il fotogiornalista rimasto ucciso in Ucraina nel 2014.

“Lui laureato, più lineare, ma eravamo affini: siamo arrivati insieme a Cesura. Andy seguiva i Balcani e io il Medioriente. Lo avevo visto con il suo traduttore il giorno prima. Tra noi c’era sana competizione e in Ucraina aveva fatto delle grandi foto…Era un amico vero”, aveva raccontato a Esquire.

Vincitore del Master of Photography, programma sulla fotografia con Oliviero Toscani in onda su Sky, Micalizzi ha raccontato di essere rimasto più volte ferito nel corso della propria carriera. È stato colpito anche “da una scheggia di mortaio”, che lo aveva colpito a un fianco, mentre in Siria è stato ferito al volto.

Le sue foto sono state pubblicate dal New York TimesNew YorkerNewsweekWall Street Journal.

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Micalizzi in Siria per seguire l’offensiva delle Forze Democratiche Siriane (SDF), la coalizione di arabi e curdi appoggiata dagli Stati Uniti, contro l’ultima roccaforte dello Stato Islamico in Siria. Non si trova in pericolo di vita e sta per essere trasportato in Italia.

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