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Cos’è il Fertility Day e perché fa tanto discutere

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Sensibilizzare, informare, prevenire. Gli intenti sembrano quelli di qualunque altra campagna del governo italiano. Ma allora perché sta scatenando tante polemiche?

“Proteggi la tua fertilità. Per te. Per noi. Per tutti. #Fertility Day”.

Una giornata per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione, coinvolgendo giovani, insegnanti, famiglie, medici, professionisti, associazioni, società scientifiche e istituzioni locali: questo è l’intento della dibattuta e criticata iniziativa lanciata dal ministero della Salute che si terrà il prossimo 22 settembre.

Il sito del ministero la presenta in questi termini: “Il Fertility Day si propone quale giornata dedicata alla salute sessuale e riproduttiva di donne e uomini, nonché di forte richiamo sul problema della denatalità, attraverso una serie di iniziative, informative e formative, rivolte alla popolazione e agli operatori sanitari”.

Come nasce il Fertility Day

La giornata di sensibilizzazione rientra nel Piano Nazionale per la Fertilità, che tra le sua altre priorità si prefigge di informare i cittadini, fornire assistenza sanitaria qualificata, sviluppare nelle persone la conoscenza delle caratteristiche funzionali della loro fertilità, operare un capovolgimento della mentalità corrente per riposizionare la fertilità come bisogno fondamentale della società. Il ministero adduce tra le motivazioni principali all’istituzione di questa campagna, gli ultimi dati Istat che risalgono al 2014, in base ai quali il tasso di fecondità (vale a dire il numero medio di figli che partorisce ogni donna) in Italia è tra i più bassi in Europa, appena l’1,37 per cento. 

Come è stata strutturata l’iniziativa

Le città di Roma, Padova, Bologna e Catania, di concerto con tutti gli altri comuni italiani che hanno aderito all’iniziativa, hanno organizzato tavole rotonde con esperti della materia, operatori sanitari, rappresentanti degli ordini professionali e associazioni per discutere del tema, con l’aggiunta di collegamenti video in streaming.

Sono stati inoltre ideati i Villaggi della Fertilità, ovvero dei gazebo nei quali esperti, professionisti e società scientifiche offriranno consigli e screening gratuiti.

Per lanciare la giornata di sensibilizzazione è stata attivata una campagna di comunicazione sui social network, è stato realizzato il sito – attualmente offline – (e relativo giochino web), ed è stato prodotto materiale promozionale in formato scaricabile su sito del ministero.

Tutto chiaro quindi: sensibilizzare, informare, prevenire, curare, aiutare. Gli intenti sembrano quelli di qualunque altra campagna lanciata dal governo italiano.

Ma allora perché sta scatenando tante polemiche?

In primis la campagna di comunicazione dell’evento. Costata 113mila euro, vinti tramite bando dall’agenzia Mediaticamente, la campagna si compone di diverse locandine che dopo essere state lanciate sui social media con annessi slogan hanno scatenato l’ira dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e della cultura. 

(Alcune delle locandine realizzate per promuovere il Fertility Day. Credit: ministero della Salute)

Non ultimo il post di Roberto Saviano che da Facebook si scaglia apertamente contro la ministra della Salute Beatrice Lorenzin: “Ecco la nuova, sorprendente trovata del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: il #FertilityDay, da festeggiare il 22 settembre (per inciso, il giorno del mio compleanno… non poteva farmi regalo peggiore). Ed ecco le cartoline costruire ad hoc per l’evento”. 

Sono proprio le frasi di accompagnamento alle immagini quelle che suscitano le maggiori critiche: dalle espressioni che inneggiano ad attivarsi per non perdere il treno della fertilità come “La bellezza non ha età, la fertilità sì”, a quelle che scuotono l’esercito dei precari in cerca di una posizione fissa per costituire una famiglia “Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi”: tutte le fasce sociali sembrano essere volontariamente “punzecchiate” dalla campagna di comunicazione che in qualche modo colpisce donne single, coppie in cerca di stabilità economica, coppie omosessuali, lavoratrici che non vogliono avere figli. 

Il Piano Nazionale per la Fertilità

Ma c’è di più. Oltre la fallimentare – o riuscitissima, a seconda dei punti di vista – campagna promozionale del Fertility Day, quello che non convince il popolo del web è il contenuto del Piano Nazionale per la Fertilità, che in alcuni suoi passaggi sembra approfondire le provocazioni raccontate dagli slogan.

Si legge nel testo pubblicato sul sito del ministero della Salute: “Cosa fare, dunque, di fronte ad una società che ha scortato le donne fuori di casa, aprendo loro le porte nel mondo del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili, che hanno comportato anche un allontanamento dal desiderio stesso di maternità?” 

Con queste dichiarazioni era difficile non prevedere reazioni polemiche da parte dei cittadini che non sono riusciti ad intravedere nell’iniziativa l’esclusiva volontà di sensibilizzare sul tema della fertilità, ma anche quello di entrare a gamba tesa nella vita personale di ognuno.

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