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Fake news, scatta l’allarme Europee 2019

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 6 Mar. 2019 alle 18:00
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Immagine di copertina

Il prossimo maggio si voterà per le elezioni europee. Ma già nel secondo semestre del 2018 si è registrato un preoccupante incremento dell’attenzione riservata dai siti “di disinformazione” alla campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo.

A suonare l’allarme è il primo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online pubblicato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il quadro che emerge dal rapporto è preoccupante: sia nel periodo elettorale che nei mesi successivi del 2018 le vicende politiche e di governo, la cronaca nera, le teorie pseudoscientifiche e la salute sono state tra le principali tematiche oggetto di disinformazione.

Non a caso nel 2018 il volume di disinformazione online ha raggiunto il livello massimo in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo e della successiva formazione del nuovo governo.

I temi caldi delle “fake news”

In media, la disinformazione ha interessato l’8 per cento dei contenuti informativi online prodotti mensilmente lo scorso anno e ha riguardato soprattutto argomenti di cronaca e politica (nel 53 per cento dei casi) e notizie di carattere scientifico (18 per cento dei contenuti di disinformazione).

Tra i temi di rilevanza europea individuati sono criminalità, immigrazione e disoccupazione quelli che risultano, e ampiamente, i più trattati dai siti disinformazione nell’ultimo anno.

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Immigrazione e terrorismo hanno segnato la maggiore presenza di disinformazione sul totale dei contenuti online prodotti sui singoli argomenti, riportando quote rispettivamente pari al 15 per cento e all’11 per cento.

A preoccupare, poi, è da un lato, quello della carenza di informazione scientifica; dall’altro abbondanza di disinformazione online sullo stesso tema.

Come funziona la “disinformazione”

Dall’analisi dei contenuti dei siti di disinformazione, emerge come gli argomenti specifici più trattati durante il periodo elettorale riguardano notizie su politica e affari di governo, diritti della persona, questioni economiche, salute e ambiente, famiglia e fede, cronaca nera e giudiziaria, scienze, immigrazione.

Particolarmente significative le “parole d’ordine”, i termini più frequenti riconducibili a ciascuna tematica.

L’articolo continua sotto le tabelle

L’esame della distribuzione di frequenza di tutti i termini contenuti nei siti di “disinformazione” consente, inoltre, di osservare come molti di questi che compaiono tra i più frequenti nei primi 8 mesi del 2018 siano legati a cosiddette “hard news”: partiti/esponenti politici e soggetti istituzionali, fatti di cronaca nera e intervento delle forze dell’ordine, immigrazione.

Gli altri termini salienti della “disinformazione” sono connessi invece soprattutto alle teorie pseudoscientifiche su pianeti e presenze aliene.

Una situazione preoccupante se si considera che il tema dell’immigrazione è ai primi posti sia sui siti di “fake news” che fra i temi di rilevanza europea avvertiti maggiormente dai cittadini.

Per commessi, insegnanti (!), impiegati, commercianti, liberi professionisti, pensionati, casalinghe e studenti (!) l’immigrazione sarà infatti l’argomento centrale delle prossime elezioni europee.

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