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Home » News

L’Italia in realtà è tra i paesi messi meglio sulle rinnovabili e questi grafici lo dimostrano

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L'Italia è fra i primi 10 paesi Ue i cui consumi di energia elettrica sono in parte coperti da fonti rinnovabili e il 1° fra quelli Ocse a utilizzare più energia solare

Il 17 aprile i cittadini italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum delle trivelle (a questo link tutto quello che c’è da sapere).

Molti sostenitori del SÌ sostengono che se passasse il referendum, sarebbe un chiaro messaggio a favore delle energie rinnovabili, un “invito” al governo ad andare in quella direzione.

Ma qual è la situazione italiana oggi nell’ambito delle energie rinnovabili?

L’Italia si caratterizza per la forte dipendenza dai mercati energetici esteri e per la consistente quota di energia elettrica prodotta da fonte termoelettrica.

In Italia i consumi sono pari a 4710,3 kWh (chilowattora) per ciascuno abitante. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili rappresenta un obiettivo prioritario per tutti gli stati membri dell’Unione.

Secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/28/CE, nel 2020 l’Italia dovrà coprire con lo sfruttamento di energie rinnovabili il 17 per cento dei consumi finali di energia.
Le fonti rinnovabili ricoprono un ruolo importante all’interno del sistema elettrico nazionale. Il numero degli impianti Fer (fonti di energie rinnovabili) diffusi sul territorio nazionale è cresciuto considerevolmente, arrivando nel 2014 a una consistenza di circa 656mila unità, costituita principalmente da impianti fotovoltaici.

Per quanto riguarda il solo settore elettrico, nel 2014 complessivamente la produzione lorda elettrica da fonti rinnovabili è aumentata, così come è cresciuta anche la sua incidenza sul consumo interno lordo di energia elettrica. In particolare, la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili – come mostra questo grafico qui sotto – è pari al 37,3 per cento e presenta un incremento di 3,6 punti rispetto al 2013.

UNIONE EUROPEA – Il consumo di energia elettrica medio nei paesi dell’Unione europea nel 2014 era pari a 5.476,1 kWh (chilowattora) per ciascuno abitante.

In Italia il consumo di energia elettrica è pari a circa 4.770,5 kWh per abitante, un valore inferiore a quello di altri grandi nazioni europee come Regno Unito, Spagna, Germania e Francia. I paesi che consumano più elettricità sono la Finlandia, la Svezia e il Lussemburgo.

Le nazioni che invece presentano valori molto alti – pari o superiori al 50 per cento – di consumi di energia elettrica generata da fonti rinnovabili sono l’Austria e la Svezia. Tra i paesi che sfruttano meno questo tipo di energia sono invece Malta, Lussemburgo, Cipro e Ungheria. L’Italia, con un valore del 31,3 per cento, si pone comunque al di sopra della media Ue del 25,4 per cento, al decimo posto su 28 stati membri. (Dati Istat “Noi Italia – Energia”). Credit: TPI 

REGIONI ITALIANE E IMPIANTI FOTOVOLTAICI 

1) REGIONI ITALIANE – Le regioni italiane che consumano più energia elettrica sono Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Se invece si considera il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili nelle singole regioni si vedrà che il primato spetta alla Valle d’Aosta, al Trentino Alto Adige, al Molise e alla Calabria. Tra le altre regioni del nord solo il Piemonte mostra un’incidenza della produzione di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili sul totale dei consumi superiore alla media nazionale

Le regioni che presentano le percentuali più basse sono invece l’Emilia Romagna, il Lazio e la Liguria.  (Dati Istat “Noi Italia – Energia”). Credit: TPI 

2) IMPIANTI FOTOVOLTAICI – Solo 19 paesi Ocse hanno abbastanza pannelli fotovoltaici da coprire almeno l’1 per cento della domanda elettrica annua. Il primato spetta proprio all’Italia, con il 7,9 per cento, alla Grecia con il 7,6 per cento e alla Germania con il 7 per cento, secondo i dati diffusi dall’Agenzia internazionale dell’Energia e riportati nel secondo grafico qui di seguito. (Dati “Snapshot of Global PV market” dell’Aie). 

 DI COSA PARLIAMO? IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE RACCONTATO SENZA GIRI DI PAROLE 


— 
ECCO PERCHÉ VOTARE SÌ AL REFERENDUM SULLE TRIVELLE. Lo spiega a TPI Roberta Radich, del Coordinamento nazionale No triv  

— ECCO PERCHÉ NON ANDARE A VOTARE AL REFERENDUM SULLE TRIVELLE. Lo spiega a TPI Umberto Minopoli, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare che fa parte del comitato per l’astensione, Ottimisti e razionali 

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