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Migranti, Emma Bonino: “Si continua a morire in mare nella crudele indifferenza dell’Europa”

La senatrice, a margine della presentazione del congresso di +Europa, ha commentato il naufragio avvenuto al largo delle coste della Libia, in cui hanno perso la vita 117 persone

Di Redazione TPI
Pubblicato il 21 Gen. 2019 alle 15:06 Aggiornato il 25 Gen. 2019 alle 09:01
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Immagine di copertina
Credit: Afp

La senatrice Emma Bonino è intervenuta per commentare il naufragio e le morti in mare avvenute giovedì al largo delle coste della Libia. “È stato un weekend terribile se guardiamo i numeri delle persone affogate e di quelle salvate. E temo che inizierà un’altra saga per le persone sopravvissute. Temo che si ripeteranno le condizioni già osservate durante le vacanze di Natale”.

“Una situazione che a mio avviso è stata la vergogna dell’Unione Europea. E temo che questa vergogna si possa ripetere nell’indifferenza più crudele”, ha aggiunto a margine della presentazione del congresso di +Europa.

Il naufragio. È stato un fine settimana di tragedie in mare. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, che ha raccolto le testimonianze dei tre uomini sopravvissuti al naufragio, sull’imbarcazione erano presenti 120 persone. Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim, ha riferito che il gommone si è sgonfiato dopo undici ore di navigazione e i migranti sono caduti e annegati.

Tra loro dieci donne, una delle quali incinta, e due bimbi, uno di appena due mesi. Provenivano soprattutto da Nigeria, Camerun, Gambia, Costa d’Avorio e Sudan. I tre, che sono traumatizzati e sotto choc, ma in buone condizioni di salute, hanno raccontato di essere rimasti tre ore in acqua, prima di essere recuperati, assistendo alla tragedia.

L’appello dell’Unicef e dell’Unhcr. Une media di 29 migranti al giorno. Secondo i dati dell’Unicef, sono circa 400 i bambini rifugiati e migranti che sono arrivati sulle coste di Grecia, Italia e Spagna solo durante le prime due settimane di gennaio.

“Non si può permettere che la tragedia in corso nel Mediterraneo continui”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati. “Non possiamo chiudere gli occhi di fronte all’elevato numero di persone che stanno perdendo la vita alle porte dell’Europa. Nessuno sforzo deve essere risparmiato, o precluso, per salvare le vite di quanti sono in pericolo in mare”.

Nel 2018, 2.262 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa lungo le rotte del Mediterraneo. “L’Unhcr è preoccupata che le azioni degli Stati dissuadano sempre più le Ong dall’effettuare operazioni di ricerca e soccorso, e lancia un appello affinchè siano revocate immediatamente”.

Allo stesso tempo, sono necessari sforzi “ancora maggiori per impedire che rifugiati e migranti intraprendano viaggi disperati in primo luogo. Sono necessarie più vie sicure e legali di accesso alle procedure d’asilo in Europa per quanti fuggono da guerre e persecuzioni, in modo che nessuno sia costretto a credere che non esista altra possibilità se non quella di affidarsi a trafficanti senza scrupoli”.

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