Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » News

Egitto, 15 ragazzi impiccati in due mesi. Ma per Al Sisi è “la cultura egiziana”

Immagine di copertina

L’Egitto non accetta lezioni sui diritti umani. L’Egitto non accetta lezioni su nulla.

“La pena di morte è radicata nella cultura egiziana”, dice il presidente Al-Sisi. Noi abbiamo i nostri valori, gli egiziani hanno i loro e noi dobbiamo rispettarli.

Non sono parole a caso, ma affermazioni del presidente egiziano Al-Sisi emerse a conclusione del summit Ue-Lega araba che si è tenuto a Sharm el-Sheikh lo scorso 25 febbraio. Nello stesso giorno Al-Sisi incontrava il premier italiano Giuseppe Conte. Nulla di nuovo sul fronte Regeni.

Se la pena di morte è radicata nella loro cultura come dichiara Al-Sisi, dobbiamo cominciare a credere che torture e sparizioni forzate lo siano in egual misura, che siano dunque ammesse e praticate. Le stesse che ha subito il nostro Giulio Regeni, per il quale ormai le promesse e gli impegni del presidente suonano solo come parole fasulle.

Ma se queste sono le premesse, tocca non soprendersi più di quanto accade nel Paese con il quale i rapporti economici vanno a gonfie vele.

Purtroppo non c’è presidente Fico che tenga: l’unico valore che condividiamo con l’Egitto è quello della moneta, e per quello abbiamo da tempo abdicato alla verità per un omicidio efferato, truce e senza giustizia.

Leggi anche: Fico a TPI nel 3° anno senza Regeni: “La verità vale più di ogni altro interesse; Al Sisi mi ha mentito, ora basta bugie”

L’Egitto di Al-Sisi è e resterà quello in cui un cittadino viene arrestato solo per aver manifestato il proprio dissenso in piazza, o per aver chiesto le dimissioni del presidente.

L’Egitto di Al-Sisi è e resterà quello in cui un giovane Mahmoud Abu Zeid (alias Shawkan) avrebbe dovuto essere rilasciato il 16 febbraio, dopo cinque anni e mezzo di carcere senza alcuna accusa, ed è ancora in una stazione di polizia.

L’Egitto di Al-Sisi è e resterà quello in cui dall’inizio dell’anno già 15 giovanissimi ragazzi sono stati impiccati.

L’egitto di Al-Sisi è e resterà quello di Islam Khalil, il giovane 29enne che avrebbe dovuto lasciare il carcere il 14 febbraio – dopo quasi un anno di prigione senza giusto processo – sparisce nel nulla, di nuovo, da una stazione di polizia del Cairo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Esteri / Attentato fallito in Germania: scoperti droni diretti contro aerei carichi di armi destinate all’Ucraina
Esteri / Elezioni in trincea: Israele valuta seggi elettorali per i soldati a Gaza, in Libano e in Siria
Esteri / Patto Iran-Oman per riaprire Hormuz. Usa e Israele preparano nuovi raid. Escalation in Libano e Yemen
Esteri / Dietro le quinte dei negoziati sull’Ucraina: spunta un incontro “riservato” tra ex funzionari europei e russi
Esteri / Gli Houthi rivendicano un attacco contro una petroliera saudita nel nord del Mar Rosso
Esteri / Israele rinvia il ritiro da Gaza