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In meno di 4 mesi dal decreto sicurezza abbiamo 40mila stranieri irregolari in più

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 25 Mar. 2019 alle 12:57 Aggiornato il 26 Mar. 2019 alle 11:07
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Immagine di copertina
Credit: afp

Il “decreto sicurezza”è entrato in vigore il 4 dicembre 2018, si articola in 40 articoli suddivisi in 4 Titoli.

Da allora, una delle leggi maggiormente volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini ha visto aumentare il numero di stranieri irregolari di 40mila unità.

Lo riporta l’Ispi, istituto di ricerca su temi internazionali che da tempo avvertiva sul rischio di uno scenario del genere.

L’Ispi prende in considerazione il periodo giugno 2018-febbraio 2019 (dunque anche alcuni mesi precedenti al decreto) e si basta su dati del ministero dell’Interno.

Secondo le stime dell’istituto, a 49.460 migranti è stata rifiutata qualsiasi richiesta di asilo, mentre 4.806 sono stati rimpatriati o comunque allontanati dall’Italia.

Il saldo è di 44.654 persone prime di protezione legale ma tuttora presenti sul territorio italiano.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Come illustrato da un’analisi di Matteo Villa di Ispi, “tra ottobre e gennaio, a causa della riforma sono state protetti circa settemila richiedenti asilo in meno rispetto allo scenario pre-riforma”. Inoltre tra giugno 2018 e oggi, circa 45 mila nuove persone hanno ottenuto un diniego alla loro richiesta d’asilo. A fronte di questo, le cifre dei rimpatri non superano le cinquemila persone. Il risultato è che ci sono almeno 40 mila irregolari in più”.

Secondo le stime dello stesso Istituto di ricerca, nel 2020 il numero degli irregolari in Italia potrebbe arrivare a 140 mila. La cifra sarebbe il frutto proprio della riduzione delle forme di protezione inserite nel nuovo decreto sicurezza, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il decreto sicurezza

Protezione umanitaria 

Il decreto nel suo primo articolo prevede l’abolizione della concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto dal Testo unico sull’immigrazione (legge 286/98).

Secondo la legge attualmente in vigore questo tipo di permesso può essere concesso ai cittadini stranieri che presentano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”.

In alternativa, hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari coloro che fuggono da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità e che provengono da paesi al di fuori dell’Unione europea.

Anche i cittadini stranieri che non possono essere espulsi perché potrebbero essere oggetto di persecuzione o che sono vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta hanno diritto a questa particolare tutela. Il loro permesso dura dai 6 mesi ai 2 anni a seconda del caso e può essere rinnovato.

Il decreto prevede l’abrogazione della protezione umanitaria.

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