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Felpe e giubbotti della polizia, de Magistris contro Salvini: “Un ministro non può strumentalizzare la divisa”

Di TPI
Pubblicato il 21 Gen. 2019 alle 13:29 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 13:38
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Immagine di copertina

Ancora Luigi de Magistris contro Matteo Salvini. Stavolta il motivo dell’attacco del sindaco di Napoli nei confronti del ministro dell’Interno è la “strumentalizzazione” dell’uso delle felpe e dei giubbotti della polizia (in Abruzzo l’ultimo caso). Un “abuso di immagine”.

“Nelle occasioni più disparate” attacca de Magistris “il ministro dell’Interno indossa vestiario ben visibile della polizia”. Ma la Polizia di Stato “è istituzione fondamentale per la tenuta democratica di uno stato di diritto. Nel nostro paese vi sono stati poliziotti vittime delle mafie, del territorio, della criminalità comune”.

Certo, sottolinea il primo cittadino di Napoli, come in tutte le istituzioni “anche nella polizia vi sono state deviazioni” ma “la Polizia di Stato, così come le altre forze della polizia, è lo Stato, non appartiene a una parte”. 

> Il sindacato dei pompieri denuncia Salvini: “Non può mettere la nostra divisa in pubblico”

De Magistris definisce, senza mezze parole, “grave” che un ministro, “importante esponente politico, segretario di un partito, strumentalizzi a fini di parte e forse addirittura personali un’istituzione che garantisce tutti”. 

Le forze di polizia, per de Magistris, “hanno un potere enorme, soprattutto di incidere sulla vita delle persone nel bene e nel male”, quindi “non deve essere consentito a nessuno di strumentalizzarle”, dato che si corre il rischio “di trascinarle in una logica di appartenenza, pur nella certezza che le donne e gli uomini della Polizia di Stato non si fanno certo strumentalizzare da nessuno. Ma il messaggio che passa potente nella comunicazione è inaccettabile”.

Dall’attacco istituzionale a quello politico il passo è breve. Così de Magistris “non esclude” che in quello che definisce “delirio di onnipotenza” Salvini “pensi davvero di essere diventato un poliziotto”.

Da qui il suggerimento di qualche pista investigativa. “Mi limito a due filoni. Il primo, indaghi su se stesso quale segretario della Lega per trovare i circa 49 milioni che secondo la magistratura sono stati illecitamente sottratti al popolo italiano, e, siccome vengono prima gli italiani, magari quei soldi possono rafforzare i mezzi in dotazione forze di polizia”. 

“Secondo”, rincara de Magistris, “verifichi bene le persone che stanno salendo sul suo carro politico, mi riferisco alle terre che, conosco quelle del Sud, e scoprirà fatti non certo in linea con la storia di lotta al crimine”. 

Poi de Magistris si rivolge direttamente a Salvini: “Ma lei questo lo sa già, non credo abbia bisogno di inventarsi poliziotto. La mia opinione, ministro, è che lei andando in giro con le divise della polizia produca danni di immagine a un’istituzione che non è e non deve apparire di parte, che non appartiene a parte del governo, al governo intero di qualunque colore politico sia”. 

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