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Cos’ha detto il presidente del Consiglio Conte alla conferenza stampa di fine anno

Di Laura Melissari
Pubblicato il 28 Dic. 2018 alle 13:11 Aggiornato il 28 Dic. 2018 alle 13:11
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Immagine di copertina
Credit: Alberto Pizzoli/Afp

Il 28 dicembre 2018 il presidente Giuseppe Conte ha tenuto la conferenza stampa di fine anno a palazzo Chigi.

“Vogliamo riformare, rivoltare questo Paese come un calzino”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di fine anno. “Questo paese non cresce, non c’è crescita economica e difficilmente si può promuovere lo sviluppo sociale”, ha aggiunto Conte.

Una promessa su tutte: entro la fine del 2019 il nuovo ponte di Genova sarà realizzato. “Confido, per come stanno andando le cose, che avremo questa architettura ben visibile entro il 2019”, ha detto Conte davanti ai giornalisti.

Tantissimi i temi  trattati, eccoli nel dettaglio:

Governo

Si tratta della prima conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, entrato in carica a giugno 2018. “È una parentesi meravigliosa che mi rende orgoglioso perché ho piena consapevolezza di realizzare un servizio per il paese”, ha detto il presidente del Consiglio. “Questa esperienza di governo si regge su due forze politiche, è un’esperienza di governo ben determinata, poi libero la poltrona”, ha sottolineato Conte.

Il premier Conte si è detto fiducioso sulla durata del governo, che secondo lui durerà ancora a lungo. “Questo amalgama che rispetta i due colori secondo me durerà per 5 anni. Tradire la prospettiva di realizzare un progetto riformatore sarebbe un errore anche agli occhi dei cittadini che ci hanno votato” ha aggiunto.

E a chi gli chiede di un rimpasto di governo, Conte risponde:”Rimpasto? È un discorso che esula alla sensibilità del presidente del Consiglio. Questa esigenza, se ci sarà, maturerà in seno a una delle parti politiche. Se e quando si porrà il problema, lo valuteremo, ma siamo al periodo ipotetico del terzo, quarto o quinto grado”.

Manovra

Il premier Conte ci ha tenuto a sottolineare che, nonostante l’opposizione continui a ripeterlo, la manovra non è stata scritta a Bruxelles ma in Italia. L’interlocuzione con l’Ue “ha riguardato i saldi finali quindi un problema di sistema ma mai di impostazione delle misure contenute nella manovra”, ha detto Conte.

“È improprio dire che il governo è sotto osservazione della Commissione europea. C’e’ un quadro di regolamentazione che va osservato. Ma dire che il governo italiano sia sotto osservazione assolutamente no. Mi sembrerebbe paradossale che adesso che abbiamo evitato la procedura siamo ancora sotto osservazione”, ha aggiunto Conte.

Tasse

I giornalisti hanno chiesto a Conte delucidazioni sulla pressione fiscale. Il 27 dicembre il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) Giuseppe Pisauro, audito dalla commissione Bilancio della Camera, aveva dichiarato che la legge di Bilancio 2019 varata dal Governo Lega-M5S (qui cosa prevede) comporterà un aumento della pressione fiscale in Italia.

“Non ho il dato finale, non ho fatto il conteggio. Se anche dovessimo confermare il dato dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, non significa che stiamo aumentando la pressione fiscale sui cittadini”, ha detto Conte. Il premier ha citato misure come le minori deduzioni sulle perdite delle banche, le assicurazioni, la web tax “per i giganti del Web e non per tutte le aziende”, le imprese che operano nel gioco d’azzardo.

“Questo complesso di misure nel saldo complessivo potrebbe portare a un aumento, ma è successo che persone autonome fino al 65 milioni di fatturato e piccole imprese pagheranno solo il 15 per cento dell’aliquota, abbiamo ridotto il costo del lavoro, il famoso cuneo fiscale, abbiamo raddoppiato la deduzione sui capannoni industriali, abbiamo anche portato una cedolare secca al 21 per cento in caso di nuovo contratto di locazione. La pressione fiscale per i cittadini l’abbiamo alleggerita, un disegno di politica economica e fiscale non dettata da Bruxelles, anzi negoziata duramente con Bruxelles, come deve fare un governo”, ha specificato Conte.

In generale, Conte ha detto che il suo obiettivo è rendere il sistema fiscale italiano più efficiente ed equo, per contrastare l’elusione e l’evasione fiscale.

“Dal punto di vista delle nuove misure fiscali c’è tantissimo, continueremo nel progetto di semplificazione. Questo primo anno, pochi mesi, abbiamo realizzato un primo tassello di riforma fiscale, ma siamo molto più ambiziosi”, ha proseguito.

Reddito di cittadinanza

Il premier Conte si è detto orgoglioso del reddito di cittadinanza, nonostante la riforma sia sempre stata osteggiata da molti.

“Allinea il nostro paese a tante democrazie avanzate”, ha detto Conte.

E poi, rivolgendosi ai giornalisti ha detto: “Avete crocifisso Di Maio quando si è affacciato dal balcone: era la genuina immagine di chi esponente di una forza politica che per anni si è battuto per una misura di civiltà sociale, è stato crocifisso perché si è affacciato al balcone e avete rievocato figure oscure del nostro passato che non vogliamo ritornino. Io plaudo alla forza con cui Di Maio ha portato avanti questa battaglia quando tutti erano contrari, lo ha portato nel contratto di governo”, ha detto ancora.

Quota 100

Conte ha parlato anche dell’altra misura cavallo di battaglia del suo governo:  quota 100. “Nessuno è in condizione di dire adesso che impatto avrà il ricambio generazionale sulla forza lavoro. Lo vedremo ma questo è lo spirito con cui abbiamo varato quota 100 e confidiamo che incrementi la produttività”, ha detto il presidente del Consiglio.

E sulle proteste in corso dei sindacati dei pensionati, Conte ha detto: “I pensionati scendono in campo ma li ricordo silenti quando fu approvata la legge Fornero. Oggi, nel pieno rispetto del governo, sono in strada a protestare. Facciano la loro protesta ma non mi sembra assolutamente che abbiamo attentato a trattamenti pensionistici, abbiamo operato con molto discernimento”, ha detto.

Elezioni europee

Mancano solo 6 mesi alle elezioni europee di maggio 2019. Conte ha detto che non ha intenzione di entrare nel vivo della campagna elettorale. “Per le elezioni europee io sono presidente del Consiglio e non farò certo campagna elettorale. Continuerò  ad occuparmi delle incombenze da presidente del consiglio che non prevede campagna per le europee”, ha detto il presidente del Consiglio.

Editoria

“Il presidente del Consiglio non rivendica con orgoglio se un domani dovessero chiudere delle testate. C’è una convinzione che non nasce oggi che il M5S è al governo, ma nasce da lontano. Non è questione di maggioranza o opposizione, ci sarà un tavolo per l’editoria dove si valuteranno tutte le misure per garantire la libertaà di informazione”, ha detto Conte.

“Facciamo insieme un tavolo di riflessione che potrà essere molto utile, lasciateci adottare qualche misura a sostegno del pluralismo e poi valuteremo insieme”, ha aggiunto.

Migranti

Il premier Conte è tornato su uno dei temi più divisori del suo governo. “Da avvocato, politico, uomo non credo che il problema siano i migranti. Se abbiamo pensato tutto il male possibile fin dall’inizio questo è stato contro i trafficanti di esseri umani”, ha detto Conte.

“Noi ci dobbiamo preoccupare delle vite e non solo degli sbarchi. Immaginiamo che da domani non ci siano più sbarchi, non ci siano più migranti che arrivano: il problema continua ad esistere”, ha aggiunto Conte.

“Il problema va guardato in faccia, non solo quando si accendono i riflettori nel mare mediterraneo. Ho viaggiato molto in Africa e so che quando arrivano questi trafficanti in uno sperduto villaggio, convincono il giovane di turno a intraprendere questo percorso e c’è una tassazione di tutto il villaggio per il trafficante che, una volta raccolti i soldi, comincia a picchiare il malcapitato e continua a farlo chiedendo altri soldi a chi è rimasto nel villaggio. Questo è il vero problema. Le vere vittime sono senz’altro chi arriva da noi in queste condizioni. sarebbe bello potere affrontare il problema solo con i corridoi umanitari, ma questo non èpossibile”.

Tav e Grandi opere

Durante la conferenza stampa di fine anno si è parlato molto anche di Tav e infrastrutture. “Sulla Tav siamo nell’ambito di una procedura istruttoria. A fine dicembre la commissione ci darà l’esito e il governo lo esaminerà. Il governo farà di tutto per comunicare questo esito prima delle elezioni europee. Cercheremo di rispettare questo impegno assunto, entro pochissimi mesi cercheremo di trarre le conseguenze guardando in faccia i cittadini, a testa alta, perché sarà una soluzione presa non per i potentati economici ma per i cittadini, anche se dovesse scontentare una parte dei cittadini”, ha detto il presidente del Consiglio.

“Andrò sul territorio perché io sono come san Tommaso, voglio rendermi conto di come le cose procedono in concreto”, ha aggiunto specificando che questo governo non è contrario ai grandi lavori. “Noi siamo a favore del piano infrastrutturale, questo governo realizzerà un piano infrastrutturale poderoso”, ha specificato, sostenendo di procedere con discernimento. “La Tap è stata sbloccata e si sta realizzando. Il terzo Valico verrà realizzato e si completeranno i lavori”, ha aggiunto.

Anticorruzione

Conte rivendica la bontà della legislazione in materia di anticorruzione. “Oggi abbiamo una legislazione sull’anticorruzione che ci viene invidiata nel mondo. Da Cristine Lagarde ad Angela Merkel sono tutti impressionati dalla nostra legislazione anticorruzione perché coraggiosamente introduce gli standard più elevati nel mondo, una disciplina di massima trasparenza che non c’è in altri paesi e abbiamo tutte le carte in regola per semplificare le procedure sugli appalti”, ha detto Conte.

Sud

Conte sostiene che nella manovra 2019 ci sia un’attenzione sistematica a tutto il meridione. E ci sarà parimenti per il nord. “Io sono meridionale e anche Di Maio lo è, ma dobbiamo stare attenti a contenere questa nostra vocazione perché abbiamo genuinamente la volontà di operare per il bene di tutto il territorio senza favoritismi”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ires

Conte torna su uno dei temi più criticati della manovra: l’Ires e le tasse sul terzo settore. “L’Ires: devo assumermi le mie responsabilità. Quando si commette un errore e lo si riconosce, bisogna anche ammetterlo. Stavamo risistemando l’ultima fisionomia della manovra e, tra le ipotesi al vaglio, si è pensato anche ed è stata proposta questa soluzione che mi è sembrata plausibile, valutando anche altre misure”, ha detto Conte.

“Quando si ragiona di non profit, non va dimenticato che noi abbiamo varato il codice del Terzo Settore, frutto di una legge delega del governo precedente, con un regime di agevolazioni del settore non profit. Ho pensato che, nell’equilibrio delle varie misure, questa potesse essere una misura che in termini di sistema potesse tenere, compensata da altre misure”, ha aggiunto Conte.

“La riflessione successiva, dopo alcune grida d’allarme, con i ministro Di Maio e Salvini, abbiamo pensato di metterci intorno a un tavolo per definire meglio un intervento in questa direzione. Mi assumo io questa responsabilità, non sono riuscito a valutare tutte le implicazioni. Valuteremo come ricalibrare quella misura in contraddittorio con le realtà del Terzo settore. Non era nostra intenzione mortificare il Terzo Settore”, ha concluso Conte.

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