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Codice rosso, approvato emendamento su revenge porn. Lega ritira quello su castrazione farmacologica

Di Laura Melissari
Pubblicato il 2 Apr. 2019 alle 15:02 Aggiornato il 2 Apr. 2019 alle 18:36
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Immagine di copertina

La Camera dei deputati ha approvato con 461 sì l’emendamento sul revenge porn al ddl Codice rosso.

Il parlamento aveva trovato un accordo sull’emendamento in Commissione giustizia alla Camera. Ad annunciarlo è stato il M5s, dopo le accese polemiche della settimana scorsa.

“C’è soddisfazione per l’accordo raggiunto. In Aula porteremo un emendamento che è stato condiviso con le altre forze politiche. Siamo contenti che sia stata trovata una soluzione”, si legge in una nota del M5s.

Lo scorso 28 marzo la Camera dei deputati aveva bocciato, per soli 14 voti, un emendamento di Laura Boldrini che introduceva il reato di revenge porn. La bocciatura aveva provocato la protesta delle deputate dell’opposizione, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia che avevano costretto il presidente della Camera, Roberto Fico a sospendere la seduta.

La seduta è stata rimandata a oggi, 2 aprile 2019, come deciso dalla Conferenza dei capi gruppo. Alla ripresa dei lavori, Ascari (M5s) ha presentato l’emendamento, poi approvato, con il contributo degli altri gruppi parlamentari.

“Sono molto contenta che #Lega e #5Stelle abbiano riconosciuto l’errore della scorsa settimana e oggi hanno votato in Aula l’emendamento per introdurre il reato di #RevengePorn Combattere questo odioso fenomeno non è una questione di appartenenze politiche ma di civiltà”, ha detto Laura Boldrini, rivendicandone la vittoria.

Nel corso della giornata la Camera ha anche approvato l’articolo 7 che introduce il nuovo reato dello sfregio del volto, disciplinando il “reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”.

La pena va dagli otto ai quattordici anni di carcere e la condanna per questo particolare reato comporta l’interdizione a a vita da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno.

Intanto la Lega ritira l’emendamento sulla castrazione farmacologica, come ha annunciato la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. Il M5s aveva annunciato che avrebbe osteggiato l’emendamento. Il rischio dell’ennesimo scontro aperto era molto alto, ma è stato evitato.

La ministra Bongiorno ha detto che l’emendamento sulla castrazione farmacologica sarà in un altro ddl. “Non vogliamo che si blocchi il codice rosso, la nostra è una scelta d’amore nei confronti delle donne, vogliamo che il ddl sul codice rosso venga approvato”, ha detto Bongiorno giustificando la “marcia indietro”.

Intanto si è aperto un nuovo fronte di scontro: il telefono rosso, annunciato da Matteo Salvini questa mattina a Cagliari. È immediatamente intervenuta la deputata dem Lucia Annibali, che sostiene che un telefono del genere esiste già dal 2006, istituito dalla presidenza del Consiglio dei ministri. “Salvini mostra di non sapere di cosa parla e di utilizzare le donne solo per fare propaganda”, ha detto Annibali.

Dello stesso avviso “Matteo Salvini non finirà mai di stupirci per la faccia tosta con cui riesce a fare campagna elettorale sulla pelle delle donne. Questa volta è toccato alle vittime di violenza, a cui promette la creazione di un ‘telefono rosso’, spacciando per nuovo un servizio in vigore da anni”, ha detto la deputata Alessia Rotta.

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