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Tria a Virginia Raggi: “La sede di Casapound non si sgombera, palazzo pulito”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 20 Feb. 2019 alle 10:00 Aggiornato il 20 Feb. 2019 alle 10:10
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Immagine di copertina

Il ministro dell’economia Giovanni Tria salva Casapound. In una lettera firmata dal capo di gabinetto del ministero, si dice alla sindaca di Roma Virginia Raggi che lo sgombero del palazzo di via Napoleone III, non è una priorità.

Il palazzo di proprietà del Demanio è occupato dal movimento di estrema destra dal 27 dicembre 2003. Il ministero dell’Economia, dopo un consulto con il Demanio e la prefettura, ha stabilito che il palazzo, per le sue buone condizioni igieniche e per il fatto di non essere a rischio crollo, non è tra i primi edifici da sgomberare nella lunga lista dei palazzi occupati della capitale.

Quella del Mef è la risposta a una lettera inviata da Virginia Raggi lo scorso 31 gennaio, che aveva chiesto lo sgombero immediato dopo la mozione votata in Assemblea capitolina.

Lo scorso 29 gennaio 2019 l’Assemblea capitolina aveva infatti votato una mozione presentata dal Partito democratico sullo sgombero della sede di CasaPound.

La mozione impegnava la sindaca Raggi a intervenire presso il ministero degli Interni, il prefetto e il questore, perché venisse predisposto lo sfratto. Il No del Mef blocca però questa pratica.

Il piano del ministero dell’Interno sugli sgomberi a Roma prevede oltre 90 immobili, di cui 22 da evacuare entro il 2019.

Prima dello stabile dell’Esquilino, ci sono dunque almeno 20 palazzi che se non vengono sgomberati subito rischiano di costare al Viminale centinaia di migliaia di euro di condanne, a causa di sentenze o ordinanze del tribunale.

Nel 2003 nessuno dirigente del Miur, il ministero a cui il Demanio aveva affidato il palazzo, firmò la querela che serviva per avviare il processo per occupazione abusiva. E non vi fu alcuna denuncia per i responsabili del blitz.

“Abbiamo un’eredità pesante. Ci sono quasi cento palazzi occupati nel cuore di Roma. Ho chiesto e ho ottenuto un elenco di priorità di sgombero, quindi finalmente ci sono nomi, cognomi, indirizzi e date, che non diamo in televisione ovviamente perché altrimenti ci sono i bravi ragazzi dei centri sociali, che amano tanto lo spaccio, il casino e la droga che girano per Roma, a fermare i poliziotti”, aveva detto Salvini a ottobre 2018.

“L’obiettivo è che non ci sia neanche un immobile occupato a Roma. Ho qui la lista delle occupazioni della Capitale: 100 immobili che aspettano di essere sgomberati anche da 20 anni”.

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