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Pose sexy e cartucce: fa discutere il calendario della Fiocchi Munizioni

Le lavoratrici si sono messe in posa per gli scatti del nuovo anno, mostrando la loro avvenenza in pose sexy e sponsorizzando i prodotti che l'azienda realizza

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 17 Dic. 2018 alle 07:58 Aggiornato il 17 Dic. 2018 alle 08:09
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Immagine di copertina
Alcuni scatti del calendario

Da giorni sta suscitando numerose polemiche il calendario per il 2019 realizzato dalle dipendenti della Fiocchi Munizioni di Lecco.

Le lavoratrici si sono messe in posa per gli scatti del nuovo anno, mostrando la loro avvenenza in pose sexy e sponsorizzando i prodotti che l’azienda realizza: le munizioni.

L’idea è stata del presidente Stefano Fiocchi, che ha voluto dedicare il calendario a Elsa Lanzilli, una dipendente dell’azienda morta a novembre 2018 a seguito di un incidente stradale. La donna ha perso la vita proprio mentre si stava recando al lavoro.

La scelta del presidente però ha fatto molto discutere ed è stata accusata da più parti di essere sessista e decisamente inappropriata.

Il nuovo calendario infatti sponsorizza oggetti normalmente impiegati per uccidere ed è stato dedicato ad una donna che non c’è più.

Poche settimane prima, un altro calendari0 aveva generato altrettante polemiche.

Per dire No alla violenza di genere alcune avvocatesse della Campania hanno posato per 12 scatti, pubblicati su Facebook, in cui hanno mostrato i segni delle violenze subite. Le donne hanno anche indossato una maglietta sulla quale c’è scritto “Il diavolo veste toga” – gioco di parole con il film Il diavolo veste Prada.

L’iniziativa benefica, denominata “Donna indifesa” e realizzata in collaborazione con Save the Children, è stata ideata dall’avvocato Sergio Pisani. Un’azione di sensibilizzazione che però non è stata accolta positivamente da alcuni utenti sul web.

Il calendario, che sarà presentato al Row Club di Napoli il 18 dicembre, “è dedicato alla memoria di Lidia Pöet, la prima donna avvocato d’Italia che nell’800 venne radiata dall’albo perché in corte d’Appello era ritenuto sconveniente che una donna indossasse la toga”, ha dichiarato Pisani al Corriere del Mezzogiorno.

Nonostante il buon intento del progetto, le critiche sui social non sono mancate. C’è chi ha sostenuto che non vuole essere “rappresentata da queste sgallettate” e chi ha ritenuto che il calendario “offende gli avvocati e le avvocate”.

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