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“Ero pieno di metastasi, da 6 anni combatto il cancro”: Calderoli racconta la malattia

Di Marco Nepi
Pubblicato il 9 Mar. 2019 alle 15:24 Aggiornato il 9 Mar. 2019 alle 17:52
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Immagine di copertina

Il 7 marzo scorso, durante una seduta al Senato sulle misure per fronteggiare le malattie oncologiche, il vicepresidente leghista Roberto Calderoli dallo scranno presidenziale ha parlato della sua patologia.

“Il caso ha voluto che a presiedere la seduta sia una persona che il cancro ce l’ha avuto e da sei anni e mezzo lo sta combattendo”, ha detto Calderoli. La reazione dei colleghi è straziante: prima la commozione, poi un lungo applauso.

In una lunga interviste al Corriere della Sera, il senatore ha raccontato i dettagli della triste scoperta e del calvario tra ospedali e operazioni chirurgiche.

“Era il giugno del 2012. All’uscita dalla sala operatoria, quando ancora non c’erano gli esami istologici che lo confermavano, ebbi subito una cattiva sensazione. Mi dissero che avevano trovato una lesione. Cominciai subito a pensare a come dovevo sistemare la mia vita, agli ultimi mesi da vivere”, racconta il leghista.

Il ministro ha elencato le varie fasi e i tanti interventi subiti per il cancro al colon che, nel corso del tempo, gli è costato l’asportazione di varie parti dell’intestino.

Ad aiutarlo nel fronteggiare il difficile percorso intrapreso, la fede.

Come infatti spiega al quotidiano, il senatore dice: “Sono molto credente. La fede mi ha aiutato tantissimo. Mi ha dato sostegno il pensiero che c’è qualcuno che veglia su di te. Che la nostra fine non è definitiva, ma c’è qualcosa oltre la morte”.

Il politico, storico leghista, ha anche voluto specificare il simbiotico rapporto con la politica. Al giornalista che gli chiede se abbia mai pensato di ritirarsi, Calderoli risponde: “No, la malattia si è presentata quando la Lega è precipitata negli scandali. Non potevo chiamarmi fuori. Era una questione di sopravvivenza. Della Lega ma anche mia, perché siamo una cosa sola”.

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