Bologna, torte naziste al compleanno dei liceali nel Giorno della Memoria

L'episodio raccontato sul web da una storica: i genitori del festeggiato avrebbero minimizzato l'accaduto

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 12 Mar. 2019 alle 14:49 Aggiornato il 12 Mar. 2019 alle 14:50
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Immagine di copertina

Torte naziste al compleanno dei liceali. E proprio nel Giorno della Memoria. È successo a Bologna e l’episodio, balzato agli onori della cronaca solo nelle ultime ore, sta scatenando diverse politiche.

A raccontarlo è la storica Vanessa Roghi sul sito La Ricerca. Il 27 gennaio 2019, mentre il mondo celebrava il ricordo delle vittime della Shoa, un gruppo di adolescenti di Bologna si è ritrovato in pizzeria a festeggiare un compleanno. Verso la fine della serata il festeggiato ha fatto un annuncio agli amici: “Vi ho preparato una sorpresa per il Giorno della memoria”. Ed ecco arrivare in tavola due torte con impresso sopra il volto di Adolf Hitler.

Le torte riportavano le immagini di due famosi meme molto diffusi sui social network.

In uno Hitler è al telefono e dice: “Pronto cara, accendi il forno che sto arrivando”. Nell’altro il Fuhrer promette: “E vai che sarà una serata a tutto gas”. Non c’è bisogno di spiegare il macabro riferimento allo sterminio degli ebrei nei forni crematori dei lager nazisti.

Alcuni dei ragazzi, rientrati a casa dopo la serata, hanno raccontato la circostanza ai genitori. A chi ha chiesto conto dell’accaduto, il padre e la madre del festeggiato hanno risposto che si è trattato di un banale scherzo.

Il festeggiato che ha portato le torte naziste, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, frequenta un noto liceo di Bologna a avrebbe 15 anni. Molti degli invitati alla festa sarebbero suoi compagni di classe.

“Ho buttato la cosa su Facebook, senza dire né dove né chi, e le reazioni sono state le più disparate, soprattutto preoccupate, e invocano l’intervento delle famiglie, della scuola, delle forze dell’ordine”, scrive Vanessa Roghi, che è venuta a conoscenza dell’episodio per caso, parlando con amici che hanno figli che erano presenti alla festa. “Soltanto una professoressa, che insegna alle medie, ha sollevato il problema di cosa ne pensano i ragazzi stessi che hanno avuto parte, come attori o come semplici comparse, in questa storia”.

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