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Blitz delle forze dell’ordine al centro per migranti Baobab di Roma

Immagine di copertina

24 migranti senza documenti sono stati fermati per essere identificati. Il centro gestito da volontari ospita soprattutto rifugiati

Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione alle 6:30 di martedì 24 novembre al centro per rifugiati Baobab gestito da volontari a Roma. Ventiquattro migranti sono stati prelevati e condotti all’ufficio immigrazione perché senza documenti.

Nel centro, che si trova a via Cupa, poco lontano dalla stazione Tiburtina di Roma sono rimasti una trentina di ospiti, tutti regolari.

L’operazione è stata organizzata dalle forze dell’ordine per identificare gli ospiti della struttura non ancora in regola e non per motivi legati alla lotta al terrorismo.

I volontari del Baobab hanno sottolineato che, per provvedere alla necessità di regolarizzare gli ospiti del centro, poteva essere scelta una strada alternativa: “si poteva creare una rete di collaborazione che coinvolgesse il centro, le istituzioni comunali e le forze dell’ordine” anziché organizzare un blitz, ha detto a TPI Roberto Viviani.

I volontari della struttura hanno raccontato che una sessantina tra carabinieri e agenti di Polizia, anche in tenuta antisommossa, unità cinofile antidroga e agenti dell’ufficio immigrazione della Questura hanno fatto irruzione al Baobab. Le forze dell’ordine sono arrivate al centro e hanno bloccato la strada di accesso con quattro mezzi blindati.

A via Cupa la situazione sta tornando alla normalità. Sul posto, ha raccontato Roberto Viviani, sono rimasti al momento cinque agenti a presidio e un dirigente della Digos. Tuttavia, l’irruzione di stamattina ha contribuito a scuotere una situazione già difficile.

“Qui al Baobab i migranti si sentono al sicuro da dinamiche razziste”, ha raccontato Viviani “il blitz degli agenti di oggi, però, ha fatto capire alle persone presenti nel centro che sono degli osservati speciali e che si trovano sotto una lente particolare”, soprattutto dopo la strage di Parigi dello scorso 13 novembre.

Gli ospiti del centro Baobab hanno condannato gli attacchi fermamente: “la maggioranza delle persone presenti nel centro proviene dal Nord Africa. Si tratta di migranti di religione musulmana, che condannano fermamente quanto accaduto e prendono ogni distanza dai fondamentalisti” ha detto Roberto Viviani.

Per i migranti portati all’ufficio immigrazione di via Patini il rischio è quello dell’espulsione. A essere in bilico, però, è anche la sorte dello stesso centro. “Il Dipartimento di politiche sociali del Comune di Roma ci ha avvisato che i locali del centro Baobab dovranno essere liberati entro fine anno per essere riconsegnati al proprietario”, ha detto Viviani.

Nonostante l’imminente sgombro, le istituzioni comunali non avrebbero ancora provveduto a elaborare nessuna soluzione alternativa, né per il centro di accoglienza né per i suoi ospiti, “ci sono all’incirca 70 persone che aspettano una sistemazione, e a Roma non esistono altre strutture in cui i migranti possano essere collocati” ha dichiarato Roberto Viviani che ha poi concluso dicendo “siamo in attesa di un piano che manca da quando è scoppiata, a maggio scorso, l’emergenza immigrazione”.

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